PARIGI – ''Non siamo ancora fuori dal tunnel, le ferite della crisi richiederanno tempo per guarire''. Con questo monito il segretario generale dell'Ocse ha aperto i lavori del Forum che celebra i 50 anni dell'organizzazione. ''Come possiamo dire che la crisi è finita quando abbiamo un tasso di disoccupazione del 10% – ha aggiunto – quando i giovani provano la sofferenza di una disoccupazione al 20%, quando molti di questi giovani stanno perdendo contatto con il mercato del lavoro?''. Inoltre, ha ricordato, ''molti paesi Ocse stanno sperimentando livelli di deficit insostenibili, e una crescita debole''. In questo contesto, ha proseguito Gurria, il lavoro di un'istituzione come l'Ocse ''puo' migliorare la vita di milioni di persone nel mondo. Questo è il significato della cooperazione internazionale, e di questo Forum, l'impegno per creare un mondo piu' equo''. I governi ''dovrebbero utilizzare il nostro lavoro come innesco per avviare delle riforme, è questo lo spirito dell'Ocse'' ha spiegato. Un lavoro che si sposta sempre piu' dai Paesi occidentali all'area degli emergenti, che ''hanno trainato nei momenti della crisi, ma ora stanno subendo una forte inflazione'' e potrebbero vivere serie difficolta'. Senza dimenticare quella parte del mondo che e' ancora un passo indietro; ''Credo possa essere un momento propizio per il big bang dello sviluppo, per questo stiamo raddoppiando i nostri sforzi'' ha affermato Gurria, precisando che in questa azione ''vogliamo assicurarci ci andare al di la' dell'aiuto'', e ''fare in modo che gli obiettivi di sviluppo siano raggiunti''.
