BRUXELLES, 28 SET – Prova della verità per la Grecia: a un mese dall'interruzione dell'esame della troika Ue-Bce-Fmi, insoddisfatte dell'austerity di Atene, domani riprende la missione che dovrà valutare gli sforzi di rigore del governo Papandreou e quindi sbloccare i prossimi aiuti, vitali per i cittadini greci che rischiano gli stipendi di ottobre.
Ma anche se gli aiuti dovessero arrivare, sarebbero un placebo: il default è dietro l'angolo, e anche la cancelliera Angela Merkel smette i toni rassicuranti e non esclude né un fallimento né una rinegoziazione del secondo piano salva-Grecia, quello deciso il 21 luglio ma che per la Germania non coinvolge abbastanza i privati.
''Stiamo cercando di evitare il fallimento, ma non possiamo escluderlo'', ha detto oggi la Merkel, che accenna anche ad una revisione del nuovo piano per andare incontro a quanti le chiedono di non far pesare sui cittadini tedeschi il secondo salvataggio di un Paese spendaccione.
In un'intervista alla tv greca, la cancelliera ha spiegato che aspetterà il parere della troika prima di capire se occorra rinegoziare i termini dell'accordo oppure no.
E già il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, a Washington qualche giorno fa, aveva fatto cenno ad un'eventuale revisione della partecipazione dei privati al piano. Ovvero, costringendo banche ed assicurazioni esposte sul debito greco ad accettare l'aumento delle loro perdite.
Ma l'uscita della Merkel potrebbe non essere una sfiducia alla Grecia, bensì solo una mossa tattica per rassicurare il Bundestag che domani voterà il piano del 21 luglio.
Oggi ha dato il suo voto positivo la Finlandia, un altro dei Paesi scettici sul soccorso.
E mentre le ipotesi su un possibile default di Atene vanno avanti da settimane, oggi spunta un piano segreto a cui lavorerebbero consulenti di Berlino per 'commissariare' la Grecia e salvarla da se stessa: si chiama 'Eureca', ed è basato sulla creazione di una struttura ad hoc in cui raggruppare tutti gli asset pubblici, che dovrebbe essere poi acquistata da un'istituzione europea, finanziata dagli Stati, che ne gestisca la privatizzazione.
Con i fondi così ottenuti, nella terza fase del piano la Grecia potrebbe riacquistare le proprie obbligazioni da Bce ed Efsf, riportando il proprio rapporto debito/pil intorno all'88% e di conseguenza riducendo significativamente il tasso d'interesse, cosa che consentirebbe ad Atene di tornare anche sui mercati obbligazionari.
Ma ora l'attenzione è tutta sulla troika, che domani tornerà ad Atene per parlare del piano di tagli e tasse che ha scatenato scioperi e proteste degli ultimi giorni.
Se gli ispettori lo promuoveranno (sembra che la Grecia abbia anche messo per iscritto nuovi impegni), poi dovrà esprimersi solo l'Eurogruppo, che ha già previsto una riunione straordinaria dopo quella regolare del 3 ottobre, proprio per sbloccare la sesta tranche di aiuti da 8 miliardi di euro.
