BRUXELLES, 5 AGO – L'Europa cerca di salvare l'euro, ma non sa ancora come: un tentativo l'ha fatto la Bce ieri, oggi ci prova il commissario Ue all'Economia rientrato in fretta dalle vacanze, e nel frattempo i leader di Eurolandia squagliano i telefoni per capire che cosa puo' rassicurare i mercati. Sicuramente misure piu' rapide, come quelle chieste all'Italia, e poi una riunione del G7 e magari del G20, perche' la crisi dell'euro ormai non e' piu' solo una questione del Vecchio continente. E chiamano Obama.
L'avanzare rapido della crisi ha colto l'Europa di sorpresa: ''Non ci aspettavamo questa reazione dei mercati dopo le decisioni dell'ultimo summit'', confessa il commissario Ue all'Economia Olli Rehn, che rientra precipitosamente a Bruxelles e convoca la stampa per tentare di spegnere le fiamme che bruciano quotidianamente centinaia di miliardi sulle borse europee.
Prima di tutto, un messaggio per l'Italia: ''Accelerare le riforme''. Poi rassicura: ''Non ci sara' bisogno di alcun piano di salvataggio per Roma e Madrid''. Ma per tornare ad essere credibile con i mercati, l'Europa deve anche fare autocritica: ''Abbiamo comunicato male dopo il summit del 21 luglio, l'accordo era troppo complesso e i mercati non l'hanno capito'', spiega Rehn. Ma non e' solo una questione di forma: l'accordo, che da' anche piu' poteri al fondo salva-Stati (Efsf), non e' sufficiente. ''Bisogna ripensare al fondo, avviare la revisione di tutte le sue caratteristiche, compresa la capacita', per adattarlo a tutte le necessita''', ha chiarito il commissario, spingendo su un tasto che la Germania non vuole nemmeno sentir nominare.
Infine, Bruxelles non nasconde una certa impotenza: "La crisi attuale non riguarda piu' solo l'Europa, ma ha raggiunto una dimensione tale da avere ripercussioni a livello mondiale, percio' e' importante un coordinamento internazionale attraverso il G7 e il G20''. E mentre Rehn invoca un consesso piu' ampio, nelle capitali europee le linee scottano: Sarkozy, Merkel, Zapatero, Berlusconi e Van Rompuy, il presidente della Ue, intrecciano conversazioni che hanno un solo punto in agenda, cioe' fermare l'attacco all'euro.
La Francia e' spaventata dal suo secondo giorno di borse in profondo rosso e dagli spread che salgono anche a Parigi. La Spagna non sa piu' cosa fare, dopo aver fatto tutti gli sforzi che le erano stati chiesti, e Berlusconi assicura ai leader che gli sforzi aggiuntivi saranno fatti, e infatti poco dopo li annuncia in Italia. Solo la Merkel non teme nulla e per ora e' nella comoda posizione di chi, dall'alto del suo rigore, deve farsi pregare per intervenire.
E messi alle strette da una crisi che ha rotto tutti gli argini, i leader europei chiedono aiuto a Obama: lo chiama Sarkozy, poi Berlusconi, che annuncia a breve un G7 finanziario a cui l'Europa vorrebbe aggrapparsi per non cadere nel baratro.