MILANO, 26 LUG – Ancora nervosismo su tutti i mercati, che guardano agli Stati Uniti e non hanno segnali confortanti. Cosi' l'oro segna un nuovo record storico, il dollaro tocca il suo limite negativo contro il franco svizzero, si alzano i rendimenti dei titoli di Stato italiani e spagnoli, le Borse si muovono senza una direzione precisa.
Secondo gli uffici studi che studiano piu' da vicino la Borsa milanese, l'accordo tra presidente, repubblicani e democratici a Washington si trovera' su un rialzo del limite del debito fino al 2012, nessun aumento di entrate, tagli di spesa per circa 2mila miliardi di dollari ma su spese discrezionali. Un quadro che non modificherebbe in modo strutturale il nodo dei conti federali Usa, e che lascerebbe aperta un'elevata probabilita' di declassamento del rating del debito americano nei prossimi sei mesi, pur evitando il rischio di default nel breve termine.
Crescono anche le voci che il termine ultimo per il nodo del debito Usa possa essere spostato dal 2 agosto alla settimana successiva e i mercati, non sapendo cosa fare, si gettando sul sicuro. Primo obiettivo quindi ancora l'oro, la cui corsa non si ferma, con un prezzo che e' arrivato in mattinata a 1.614,43 dollari l'oncia, ritoccando il record storico della vigilia.
Secondo obiettivo una moneta ritenuta lontana dalle turbolenze di queste settimane: il franco svizzero, che ha segnato il suo record storico proprio contro il dollaro. In questa situazione sul mercato valutario prosegue il trend rialzista dell'euro, che ha riagganciato brevemente quota 1,45 (esattamente 1,4522) sul biglietto verde, per poi chiudere sui mercati europei a 1,4492.
In una situazione simile, gli operatori definiscono ovvio l'innalzamento dei rendimenti dell'ultima asta di Bot e Ctz, anche se fanno notare che in ''tempi normali'' la richiesta sarebbe stata giudicata piuttosto fiacca. E le Borse europee – dopo aver visto lo spread tra titoli italiani e tedeschi tornare a quota 300 per poi ripiegare – hanno chiuso generalmente in calo, con Piazza Affari che non e' riuscita a risalire dopo lo scivolone della vigilia, ma che con il suo timido rialzo dello 0,27% nell'Ftse MIb e dello 0,13% nell'All share e' stata la meno peggio di giornata del Continente.
L'indice Stxe 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini europei, ha infatti chiuso in calo di mezzo punto percentuale, con Atene che ha perso il 2,82%. Male i titoli automobilistici (-2,34% l'indice Dj stoxx di comparto) sul timore che la crisi tagli ancora le vendite (Fiat -4% nel giorno della prima trimestrale che ingloba i conti Chrysler). Solidi i gruppi delle telecomunicazioni, banche in direzioni diverse: prese di beneficio sui titoli greci, rimbalzo per quelli italiani (Unicredit +4,4%, Intesa +3,1%). Qualche vendita su Ubs (-2,88%) e su Commerzbank, in calo finale dell'1,51%.
Di seguito, la chiusura degli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: – Londra +0,08% – Parigi -0,66% – Francoforte +0,07% – Madrid -0,33% – Milano +0,27% – Amsterdam -0,16% – Stoccolma -0,76% – Zurigo -0,45%