MILANO – Diminuiscono le società di persone, reggono solo alcune tipologie di quelle di capitali e viene riscoperta l’importanza della struttura cooperativa per affrontare i momenti di difficoltà. È quanto emerge da una ricerca della Camera di Commercio di Milano, elaborata a partire dai dati del registro delle imprese, che ha monitorato l’incidenza delle diverse forme giuridiche societarie a livello locale e nazionale in questo periodo di crisi. L’immagine che ne risulta descrive un’economia che si sta dando una nuova organizzazione cercando di rendersi meno vulnerabile e più trasparente di fronte al mercato.
Azioni in ribasso. A risaltare è soprattutto il forte calo delle realtà produttive che scelgono la forma della società per azioni, passate dalle 13.603 della fine del 2007, quando ci si trovava alla vigilia della crisi, alle 12.496 del terzo trimestre 2011, con un calo di oltre l’8 per cento in linea con i dati riguardanti l’intera Lombardia ma superiore al trend nazionale che ha fatto segnare una flessione di sette punti percentuali. Numeri in rosso confermati anche dalle cifre dell’ultimo anno, attestatesi sul meno 1,7 per cento sia a Milano sia in campo nazionale. E in molti casi chi ha rinunciato alla società per azioni si è rifugiato in quella a responsabilità limitata, che nel capoluogo lombardo ha fatto segnare un aumento dell’1,3 per cento nel 2011 e del 4,2 per cento nell’ultimo quadriennio (ancora più evidenti i dati nazionali che mostrano un incremento rispettivamente del 2,6 e del 15,2 per cento). Una preferenza legata soprattutto alla maggiore convenienza assicurata dalle Srl in termini di costi di transazione, resa ancora più marcata dalla crisi in corso.
Tracollo. Società a responsabilità limitata che vengono sempre più spesso preferite, grazie alla più spiccata tutela garantita ai beni privati, anche alle società personali. Queste ultime hanno registrato dal 2007 un calo addirittura del 13 per cento a Milano e del 3,4 in tutta Italia, numeri solo parzialmente migliorati nel 2011 attestandosi sul +0,2 per cento in terra meneghina e sul -0,6 per cento in ambito nazionale. Fanno da contraltare le cooperative, naturale rifugio nei momenti di crisi grazie a una forma giuridica che valorizza l’aspetto occupazionale, di calmierazione dei prezzi e di salvaguardia delle peculiarità territoriali. Per la veste giuridica tipica delle attività del terzo settore l’aumento negli ultimi 4 anni è stato di ben l’11 per cento a Milano e del 3 in Italia. Segno più che nella città della Madonnina è rimasto anche negli ultimi dodici mesi, con una crescita di oltre 2 punti percentuali.
