ROMA – Non si ferma il calo del Prodotto interno lordo, cioè della ricchezza dell’Italia: per il quinto trimestre consecutivo l’Istat ha registrato un calo congiunturale del Pil.
La nota positiva è che il calo del terzo trimestre del 2012 è inferiore a quello dei trimestri precedenti: per i mesi di luglio, agosto e settembre è stato dello 0,2%, contro un calo dello 0,8% nel primo trimestre e dello 0,7% nel secondo trimestre dell’anno.
Nello stesso periodo nel resto del mondo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,5% negli Stati Uniti e dell’1% nel Regno Unito, mentre è diminuito dello 0,9% in Giappone.
In termini tendenziali si è registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti e dello 0,2% in Giappone. Nel Regno Unito il Pil ha segnato invece una variazione tendenziale nulla.
Su base annua, cioè rispetto al terzo trimestre del 2011, il calo del Pil è stato però del 2,4%.
Il calo del terzo trimestre 2012 è dovuto, sottolinea l’Istat, ad una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dei servizi e di un ”leggero aumento in quello dell’industria”.
