PARIGI – Il Pil italiano nel 4/o semestre e’ calato dello 0,7%, trainato al ribasso dalla contrazione dei consumi (-0,4%) e da un effetto di stock negativo (-0,4%). Lo afferma l’Ocse, nel resoconto dei fattori che contribuiscono al Pil.
Il dato globale italiano e’ il peggiore tra i Paesi del G7, ed e’ inferiore alla media Ocse (0,2%).
L’unico dato positivo per l’Italia e’ quello delle esportazioni nette, che danno un contributo alla crescita di +0,7%, mentre la spesa pubblica e’ calata dello 0,1% e la formazione lorda di capitale fisso, dato che misura l’investimento dei diversi attori economici di un Paese in capitale fisso, dello 0,5%.
Il Pil complessivo dei Paesi Ocse nel 4/o trimestre si e’ mantenuto in crescita, dello 0,2%, ma con un netto rallentamento del ritmo rispetto al +0,6% del 3/o quarto, che ha interessato ”tutte le componenti della domanda finale”. Il consumo privato ha rallentato da +0,3% a +0,1%, la formazione di capitale fisso da +0,2% a +0,1% e le esportazioni da +0,3% a +0,1%, mentre la spesa pubblica e’ passata in negativo, con una contrazione dello 0,1%. Unico dato migliore quello dei cambiamenti negli stock (l’insieme di beni e materiali che le aziende hanno a disposizione, ndr.), passato dal -0,2% alla stabilita’.
Per quanto riguarda gli altri Paesi del G7, il Pil per il 4/o trimestre 2011 e’ stato in contrazione anche in Germania (-0,2%), a causa di un calo dello 0,3% dell’export e dello 0,1% dei consumi, mentre e’ cresciuto in Francia (+0,2%), nonostante un effetto di inventario negativo dello 0,8%, e negli Stati Uniti (+0,7%), dove il consumo privato e’ cresciuto dello 0,4%.