
ROMA – Sulle spiagge italiane è crisi ombrellone. Sono oltre 10mila, secondo il Sindacato italiano balneari, i lavoratori degli stabilimenti rimasti a casa in questa estate 2013. A fare le spese di questa situazione sono soprattutto i giovani universitari (ma non solo) che tra giugno e settembre lavorano come camerieri, bagnini e parcheggiatori.
Per molte famiglie italiane del Sud, poi, il lavoro dei mesi estivi è l’unica fonte di reddito annuale.
”Non ci resta che confidare in agosto, dice il presidente del Sindacato italiano balneari, Riccardo Borgo, che continua ad essere il mese preferito dagli italiani per le vacanze. Certo non ci facciamo illusioni, ma se nel 2012 questo mese è stato determinante per pareggiare i conti della stagione estiva, quest’anno sarà difficile ripetersi. Se il meteo ci aiuterà, potremmo almeno ridurre la differenza. Siamo ancora speranzosi e convinti di poter dare un segnale di ottimismo anche ai 600.000 impiegati del settore che da più parti si chiedono quando finirà la crisi, perché questo è il mestiere che sanno fare e proprio grazie al loro lavoro che l’accoglienza turistica dell’Italia è famosa nel mondo”.
