ROMA – L'analisi di Standard & Poor's che ha portato al taglio del rating sovrano dell'Italia riconosce ''il lavoro positivo del governo'', ma ''i passi avanti dell'esecutivo Monti sono messi in ombra dalle incertezze del processo decisionale europeo''. A dirlo, in un'intervista a La Stampa, è Moritz Kraemer, responsabile dell'agenzia per i rating sovrani di Europa, Africa e Medio Oriente, che respinge le accuse di scarsa trasparenza e di una fuga di notizie sul 'downgrade'. ''L'Ue ''ci impone di informare la controparte (in questo caso i governi) 12 ore prima dell'annuncio finale''. Sono i governi, dunque, a far trapelare i tagli dei rating prima dell'annuncio ufficiale? ''lascio a lei trarre le sue conclusioni'', risponde Kraemer.
Quanto all'ipotesi che S&P – che nei mesi scorsi ha tagliato il rating degli Usa – sia parte di una lobby americana anti-euro, Kraemer è netto: l'amministrazione USA ''ha i suoi problemi di debito e ritengo non abbia nessun interesse a fomentare l'instabilità dell'Eurozona. Anzi, ha molto da perdere''.
