Stavolta l’Europa, di solito lacerata da logiche nazionali, รจ riuscita a dare una risposta forte e unita alla crisi. Questa la sintesi del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al termine della riunione dei ministri finanziari dei 27 svoltasi a Bruxelles. Riunione in cui รจ stato dato il via libera al piano di 85 miliardi di euro per salvare l’Irlanda e al possibile ingresso delle banche nel futuro meccanismo anticrisi permanente, da valutare ”caso per caso”. Anche per la collega francese, Christine Lagarde, ”L’Europa ha dimostrato di essere capace di solidarietร e di saper prendere le giuste decisioni nell’emergenza”.
Dopo sette ore in cui si sono susseguiti i lavori di Eurogruppo ed Ecofin, insomma, la soddisfazione dei vertici della Ue รจ generale. Se giustificata o meno lo diranno nelle prossime ore i mercati. Per il presidente dell’Eurozona Jean-Claude Juncker, quello della Bce, Jean-Claude Trichet, e per il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, l’obiettivo รจ stato raggiunto: ed รจ quello di aver dato una ”risposta di sistema” in grado di calmare la speculazione che stava per affossare l’Irlanda, minacciando anche altri Paesi della zona euro come il Portogallo e la Spagna.
Per Rehn il rischio contagio si allontana, anche perchรจ Lisbona e Madrid – ha ribadito – hanno giร preso misure che vanno nella giusta direzione. ”Le decisioni prese oggi – ha spiegato il commissario Ue – sono solo una parte di questa risposta sistemica, cui seguiranno altre azioni, come i nuovi e piรน severi stress test sulle banche europee”. A determinare l’andamento della discussione al tavolo dei ministri รจ stato ancora una volta l’asse Berlino-Parigi. La riunione รจ stata infatti preceduta da una teleconferenza tra i vertici della Ue da una parte e la cencelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy dall’altra.
Una conversazione nel corso della quale รจ stata raggiunta l’intesa sulla partecipazione dei privati al futuro Fondo permanente di sostegno ai Paesi euro in difficoltร . Una richiesta, questa, fortemente avanzata nelle scorse settimane dal governo tedesco, che pretende un coinvolgimento delle banche al meccanismo di salvataggio. ”Siamo perfettamente coscienti delle turbolenze e abbiamo voluto sgombrare il campo da qualsiasi equivoco”, ha spiegato Rehn, sottolineando come ”la partecipazione dei privati a eventuali ristrutturazioni dei debiti sovrani di Paesi in crisi partirร dalla metร del 2013, non avrร carattere automatico, sarร applicata caso per caso e sarร in linea con la dottrina dell’Fmi”.
E questa – ha insistito – ”รจ una risposta sistemica a una crisi sistemica”. Soddisfatto anche Trichet, per il quale ”รจ stata fatta chiarezza”: ”L’elemento essenziale di questa decisione – ha detto il presidente della Bce – รจ che anche in Europa si seguira’ la pratica seguita a livello mondiale”. Una decisione importante รจ stata presa anche per la Grecia, con l’Eurogruppo che si รจ impegnato a rivedere le scadenze dei rimborsi dei prestiti Ue-Fmi, allineandole a quelle dell’Irlanda. Una boccata di ossigeno non da poco per Atene.
