
ROMA – Il debito pubblico a maggio 2014 sale di altri 20 miliardi di euro, raggiungendo la quota record di 2.166,3 miliardi di euro. Questi i dati dell’ultima rilevazione della Banca d’Italia sullo stock di indebitamento delle Amministrazioni pubbliche.
Dall’inizio dell’anno il debito è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%. L’aumento percentuale da gennaio 2014, a fronte di una crescita dell’economia che sicuramente sarà di minore entità , lascia prevedere un aumento anche del rapporto Debito-Pil.
L’incremento riflette per 5,5 miliardi il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e per 14,9 miliardi l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (pari a fine maggio a 92,3 miliardi; 62,4 a maggio 2013); l’emissione di titoli sopra la pari, l’apprezzamento dell’euro e gli effetti della rivalutazione dei BTP indicizzati all’inflazione (BTPi) hanno contenuto l’incremento del debito per 0,4 miliardi.
Guardando la ripartizione per sottosettori, emerge che a pesare sull’aumento è l’andamento dei conti delle amministrazioni centrali che hanno fatto segnare una crescita del debito di 20,9 miliardi a fronte di un calo di 0,9 miliardi delle amministrazioni locali è diminuito di 0,9 miliardi.
Con una lettura di dettaglio si scopre che è calato il debito delle Regioni e delle Province Autonome, scendendo da 37,9 a 36,6 miliardi, e’ rimasto stabile quello delle province (a 8,4 miliardi) mentre è aumentato da 47,6 a 48 miliardi il debito dei Comuni. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.
Aumentano però le entrate tributarie, secondo il bollettino della Banca d’Italia:
“Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari in maggio a 31 miliardi, in aumento del 2,9 per cento rispetto allo stesso mese del 2013. Nei primi cinque mesi dell’anno le entrate sono cresciute dell’1,6 per cento (2,2 miliardi); tenendo conto di una disomogeneità nella contabilizzazione di alcuni incassi, le entrate tributarie sono aumentate solo lievemente”.
