ROMA – La Cgil si schiera contro il decreto del governo sulle liberalizzazioni, che conterrebbe norme che “contraddicono l’esito del referendum di giugno sui servizi pubblici locali. Rossana Dettori, Segretaria Generale dell’Fp-Cgil Nazionale, sottolinea in un comunicato che “a essere messa a rischio sarebbe la gestione pubblica del servizio idrico, dopo che con la manovra estiva sono stati rafforzati gli interventi di privatizzazione obbligatoria dei servizi di igiene ambientale e di trasporto pubblico locale. Un fatto che, se confermato, sarebbe estremamente grave per la nostra vita democratica, perché contraddirebbe palesemente il pronunciamento dei cittadini e manterrebbe in piedi quanto fatto in questa direzione dal Governo Berlusconi”.
Continua Dettori: “La privatizzazione forzata dei servizi pubblici locali è stata bocciata da una grande maggioranza di italiani e su questo fronte non sono possibili arretramenti. Il Governo Monti, invece di porre ostacoli alla gestione pubblica del sistema idrico, dovrebbe mettere in pratica l’esito del referendum – continua Dettori – modificare la manovra estiva per quel che concerne il settore dei trasporti e dei rifiuti, procedere all’eliminazione della remunerazione del capitale investito, che la Corte Costituzionale ritiene immediatamente applicabile”.
“Continueremo a sostenere e animare, come già fatto in questi anni, la mobilitazione del ‘Forum per l’acqua pubblica’ e chiediamo che il Governo torni sui suoi passi, ascoltando le nostre istanze e quelle di un movimento che sul tema dei beni comuni ha avuto un enorme consenso sociale. In caso contrario il messaggio inviato ai cittadini sarebbe dirompente sotto il profilo democratico: la sovranità appartiene al popolo solo a fasi alterne e quando la sua volontà non si scontra con forti poteri economici. Un messaggio sbagliato dal punto di vista del rispetto della nostra Costituzione – conclude la Segretaria Generale – che incrinerebbe ulteriormente il già critico rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”.
