Derivati per 160 miliardi: il portafoglio gonfio del Tesoro

ROMA – Gli strumenti derivati emessi della Repubblica italiana “a copertura del debito” hanno ad oggi un valore nozionale complessivo pari a circa 160 miliardi di euro a fronte di titoli in circolazione, al 31 gennaio 2012, per 1.624 miliardi. Il portafoglio degli swap del Tesoro, dunque, ammonta a poco meno del 10% dei titoli di Stato in essere.

Lo ha reso noto giovedì 15 marzo alla Camera il sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca Marco Rossi Doria, in risposta a un‘interpellanza urgente presentata dai deputati dell’Italia dei valori (Idv) Borghesi, Donadi, Mura, Messina e Barbato. Il resoconto stenografico è poi stato pubblicato sul sito della Camera. Doria, e non il ministero dell’Economia, ha così alzato il velo su un tema, quello degli swap in via Venti Settembre, molto dibattuto ma caratterizzato finora da scarsa trasparenza.

Doria ha puntualizzato che il valore nozionale (il valore sottostante al derivato) pari a 160 miliardi è suddiviso in circa 100 miliardi di interest rate swap, 36 miliardi di cross currency swap (sulle valute), 20 swaption e 3,5 miliardi di swap ex Ispa (Infrastrutture spa). Nel dettaglio, i 36 miliardi di swap sulle divise corrispondono “alla quasi totalità” dei bond emessi dal Tesoro nel corso degli anni in valuta estera (in passato gli Italy bond sono stati denominati spesso in dollari Usa, franchi svizzeri, sterline e yen).

 

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Alessandro Avico