“Fondi neri” e l’affare Digint. L’ex consulente di Finmeccanica Cola patteggia 3 anni e 4 mesi

ROMA – Lorenzo Cola, ex consulente di Finmeccanica, ha patteggiato una pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione nell’ambito della vicenda Digint, la società partecipata al 49 per cento da Finmeccanica ed entrata, nel 2007, nel mirino dell’imprenditore Gennaro Mockbel. L’affare Digint ruota intorno ad un investimento milionario che, per la Procura, sarebbe stato oggetto di una attività di riciclaggio.

La sentenza è stata emessa dal gup Massimo Battistini. Cola, arrestato l’8 luglio scorso nel quadro degli accertamenti su un presunto maxiriciclaggio da otto milioni di euro e tuttora agli arresti domiciliari, era accusato di impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita. Contestualmente alla condanna, il gup ha disposto la confisca di tre milioni di euro, depositati all’estero e riconducibili a Cola sequestrati dalla magistratura. Cola, difeso da Franco e Francesca Coppi, e’ indagato anche nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Enav, mentre Mockbel e’ tuttora sotto processo nell’ambito dell’inchiesta su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro, inchiesta che ha coinvolto, tra gli altri, anche ex dirigenti di Fasteweb e di Telecom Sparkle. L’inchiesta sul caso Digint e’ alle battute finali. Entro un paio di settimane il pool di magistrati coordinati da Giancarlo Capaldo, definira’ anche le posizioni degli altri indagati. Tra questi, oltre a Mokbel, figurano l’ex senatore Nicola Di Girolamo, il commercialista Marco Iannilli ed il manager Marco Toseroni. Per gli inquirenti Digint era ritenuta una sorta di ‘scatola vuota’ finalizzata a costituire fondi neri.

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