ROMA, 31 AGO – L'aumento immediato dell'età necessaria per accedere alla pensione di vecchiaia per le donne del settore privato da 60 a 65 anni (equiparandola a quella degli uomini e delle donne che lavorano nella pubblica amministrazione) potrebbe portare risparmi significativi valutati in circa 3,5 miliardi nel triennio 2013-2015. Sono le cifre messe a punto dai tecnici sulle quali si interroga il Governo.
Accantonata l'ipotesi di intervento sul riscatto degli anni di laurea e di servizio militare, torna a farsi strada nel Governo l'ipotesi di agire sulla vecchiaia delle donne del settore privato, misura questa già varata per il pubblico impiego (dal 2012 andranno a riposo a 65 anni).
Oggi il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha sottolineato come la convergenza tra pubblico e privato su questo fronte sarebbe ''equò' mentre i ministri Frattini e Meloni affermano la necessità di rimettere in agenda il tema pensioni.
Naturalmente l'aumento dell'età di vecchiaia delle donne produrrà risparmi diversi a seconda dei tempi definiti per l'andata a regime del sistema. In caso di aumento ''soft'' sempre partendo dal 2012 ma aumentando l'età necessaria per la vecchiaia di un anno ogni due (quindi 61 anni nel 2012, 62 nel 2014 ecc) il risparmio nel triennio 2013-2015, sempre secondo le stime dei tecnici sulle quali lavora il Governo, sarebbe di 2,2 miliardi.