FRANCOFORTE, 9 GIU – Anche la Banca centrale europea da' il suo via libera alla nomina di Mario Draghi come suo prossimo presidente. Ma se il governatore della Banca d'Italia si appresta ad essere incoronato del Consiglio Ue di fine mese, resta il nodo della successione a Palazzo Koch: il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi prende tempo, facendo supporre che sul successore di Draghi ancora non c'e' accordo.
Il consiglio direttivo della Bce, riunito oggi, ha adottato il necessario parere sulla raccomandazione, fatta dal Consiglio dell'Ue, di Draghi come nuovo presidente della Bce. Il consiglio – si legge in una nota – ''non ha sollevato obiezioni riguardo alla designazione'', giudicando l'ex direttore generale del Tesoro e attuale presidente del Financial Stability Board ''persona di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario''.
Un passaggio fondamentale per la nomina, come il parere del Parlamento europeo che dovra' arrivare dopo l'audizione del 14 giugno a Bruxelles. Proprio oggi, intanto, la designazione di Draghi da parte del Consiglio Ecofin dello scorso 17 maggio e' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. A nominarlo ufficialmente sara' il Consiglio europeo del 24 giugno, in tempo per il passaggio del testimone il 31 ottobre, ultimo giorno del mandato dell'attuale presidente Jean-Claude Trichet.
Se per Draghi sembra ormai fatta, sul nome del prossimo governatore di Bankitalia c'e' invece ancora incertezza. Berlusconi, alla domanda se sia preferibile un candidato interno o anche una personalita' esterna, non ha dato indicazioni che facciano pensare ad una nomina ormai decisa. ''questi sono argomenti di cui non intendo parlare pubblicamente. Quello che posso solo dire e' che, si', stiamo esaminando i candidati''.
Fra i candidati figurano Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce; Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro; Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Banca d'Italia; e i due vice di Saccomanni, Ignazio Visco, responsabile delle relazioni internazionali di Palazzo Koch, e Anna Maria Tarantola, alla guida della Vigilanza. E se in varie parti dell'establishment in Italia sembra emergere la preferenza per un candidato interno come Saccomanni, anche Grilli avrebbe forti sponsor. E poi c'e' da sciogliere il nodo di Bini Smaghi. Con l'arrivo di Draghi alla Bce a novembre gli italiani seduti nel consiglio di membri permanenti della Banca centrale saranno due: ''uno di troppo'' secondo il ministro delle Finanze olandese Jan Kees de Jager. La sua collega francese Christine Lagarde ha apertamente chiesto che Bini Smaghi esca elegantemente dal braccio operativo della Bce. L'economista fiorentino ha invece ricordato che il suo mandato scade nel maggio 2013. E Trichet, interpellato oggi in conferenza stampa, ha detto che ''tutti i membri del comitato esecutivo sono nominati per otto anni. E' un contratto firmato molto chiaramente, sopra al quale c'e' il Trattato''. E ha ricordato che si tratta di decisioni ''che devono essere prese dai colleghi in piena liberta' e indipendenza''.
Bini Smaghi, dunque, non puo' essere costretto a lasciare per far posto ad un candidato francese. Potrebbe convincerlo una nomina che non rappresenti un passo indietro rispetto all'incarico prestigioso che ora ricopre (vota nel consiglio direttivo). Come il posto di Draghi, dove pero' non sembra essere il candidato preferito dalla maggioranza. Il nodo va sciolto entro il Consiglio Ue di fine mese, e a decidere sul governatore e' il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su proposta del presidente del consiglio e sentito il direttorio di Banca d'Italia.
