
ROMA – Ecobonus fiscali non solo per i mobili, ma anche per gli elettrodomestici e gli impianti di riscaldamento come frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, condizionatori, caldaie e pompe di calore. Venerdì 3 luglio il Senato ha approvato quasi all’unanimità il decreto legge “Efficienza energetica”, che ora passerà all’esame della Camera.
L’ecobonus del 65% è stato esteso agli impianti di riscaldamento a pompe di calore o caldaie e ai condizionatori, come spiega bene l’agenzia Public Policy. Prorogato anche il bonus del 50% sulle ristrutturazioni edilizie entro il tetto dei 96mila euro.
Le detrazioni del 50% vanno spalmate in 10 anni. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite uno specifico bonifico che trattiene subito una quota dell’Iva dovuta. Ma cambia il tetto di spesa. Per le ristrutturazioni, fino a tutto il 2013 sarà possibile spendere fino a 96.000 euro. Per l’acquisto dei grandi elettrodomestici, invece, sarà possibile aggiungere un’ulteriore quota di 10.000 euro. La somma, che può essere scontata, sarà in comune con il possibile acquisto di mobili (anche questo collegato alle ristrutturazioni) che i contribuenti possono fare nel 2013.
Le detrazioni del 50% già previste per i mobili entro i 10mila euro sono stati così estesi anche i grandi elettrodomestici, sempre in caso che si facciano dei lavori di ristrutturazione. Per lo sconto è però necessario che gli elettrodomestici abbiano un consumo energetico di classe A+ (A per i forni).
Gli edifici tutelati da vincoli culturali e paesaggistici potranno usufruire delle misure di riqualificazione energetica previsti dal decreto legge quando il rispetto della prescrizione non implica un’alterazione inaccettabile del loro aspetto.
Nulla da fare invece per l’aumento dell’Iva dal 4 al 21% sui gadget allegati a giornali e riviste, una norma che penalizza anche i supporti informatici allegati ai libri scolastici. E’ questo un punto sul quale è stato votato un ordine del giorno all’unanimità che ora impegna fortemente il governo (che non aveva il tempo necessario per trovare coperture alternative) ad evitare l’aggravio che colpirebbe le famiglie nell’acquisto dei libri scolastici per i figli.
Via libera all’aumento dell’Iva dal 4 al 10% (e non più 21%) dell’Iva sui prodotti dei distributori automatici di cibi e bevande.
