ROMA, 11 MAG – L’economia ‘inosservata’ registra un balzo tra il 2006 e il 2008 in parte dovuta alla crisi del 2007: passando dal totale del 24,6% al 31,1% del Pil. E’ quanto osserva lo studio riportato oggi nei temi di discussione della Banca d’Italia: il sommerso fiscale e’ aumentato di 3,5 punti percentuali, quello illegale di 3: totale 6,5 punti.
L’Economia ‘inosservata’ nel 2008 era pari al 31,1% del pil: il 18,5% per il sommerso ‘fiscale’, il 12,6% per quello legato alla criminalita’. E’ la nuova stima elaborata da tre economisti sui Temi di discussione della Banca d’Italia che stima,in base all’uso del contanti,un sommerso medio al 27,4% nel 2005-08(16,5% fiscale,10,9% illegale)
Il lavoro e’ stato realizzato dagli economisti – che come sempre sono autonomi dalle valutazioni della Banca d’Italia che ne pubblica i risultati – e aggiorna un criterio di stima conosciuto come ”Currency demand approach” (Cda) che si basa sulla domanda di contanti: e’ una tecnica che basata sull’ipotesi che gli scambi al di fuori dell’economia regolare ricorrano in larga misura all’utilizzo del contante, al fine di evitarne la tracciabilita’. Del resto e’ stato proprio questo il criterio utilizzato dal governo nell’introdurre con le ultime manovre una stretta all’uso dei contanti.
La novità è però rappresentata dalla stima effettuata non solo sull’economia sommersa per evitare il prelievo fiscale, ma anche sulla parte di economia dovuta alle attivita’ vietate della legge. In particolare l’analisi, compiuta su 91 diverse province, ha valutato le transazioni irregolari relative a prostituzione e traffico di stupefacenti: in pratica attivita’ illegali volontarie evitando quelle legate a violenza (come le estorsioni) e quelle realizzate senza accordo (come i furti).
Dai risultati emerge un’incidenza media dell’economia sommersa e di quella illegale pari rispettivamente al 16,5 e al 10,9 per cento del Pil nella media del quadriennio 2005-2008: per un totale del 27,4% di economia inosservata. Gli ultimi dati, riferiti al 2008, sono ancora piu’ incisivi: l’economia sommersa totale si attesta al 31,1%, sommando il 18,5% del Pil dell’economia che fugge al fisco e il 12,6% legata a chi fugge invece dalla legge per ragioni criminali.
Le tabelle indicano una crescita esponenziale tra il 2006 e il 2008: il sommerso globale è passato dal 24,6% del 2006 al 31,1% del 2008 con una crescita di 6,5 punti percentuali. Il sommerso ”fiscale” e’ balzato dal 15% al 18,5% del pil, quello criminale dal 9,6% all’11,3%. Lo studio parla di un ”balzo” che ”potrebbe essere dovuto alla fine in parte all’arrivo della crisi economica nel 2007 in Italia come nel resto dell’Europa, con una deciso rallentamento nei consumi e negli investimenti, con un deterioramento del mercato nella fiducia delle imprese”. ”Le aspettative negative di cittadini e imprese potrebbe avere portate ad un aumento della parte celata dei guadagni tassabili, un piu’ forte ricorso al lavoro nero e, anche ad una possibile slittamento dentro l’economia illegale”.
La valutazione degli economisti e’ comunque che, con le nuove stime che dividono la parte ”fiscale” da quella ”criminale” del sommerso, si arriva ad una rappresentazione piu’ esatta. ”Trascurando la componente di scambi illegali, si rischia non solo di imputare erroneamente a comportamenti di evasione una parte di transazioni in contanti derivante invece da attivita’ illecite – e’ scritto nello studio – ma anche di sottostimare il valore complessivo dell’economia irregolare”. In pratica non e’ solo evasione fiscale quella che sfugge ai dati ufficiali e quindi all’erario, una quota e’ invece legata alla criminalita’. E di questa realta’ – dicono gli economisti – bisogna tenerne conto nelle stime.