
ROMA – Enel, l’assemblea ha approvato la norma sui requisiti di onorabilità degli amministratori. Quella di giovedì 22 maggio è stata l’ultima assemblea con Fulvio Conti, che chiude l’esperienza dopo nove anni come amministratore delegato, e non si allinea a quelle di Eni e Finmeccanica, che nei giorni scorsi hanno detto no alla proposta, ma lascia passare la modifica allo Statuto osteggiata in particolare dai fondi stranieri.
Per il resto, l’assemblea non riserva sorprese, con l’approvazione di bilancio e dividendo (al Tesoro va un assegno di 382 milioni di euro), la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione e del presidente Patrizia Grieco, la riduzione della remunerazione e l’ideale passaggio di consegne tra Conti e Francesco Starace, che venerdì 23 maggio verrà nominato amministratore delegato per il prossimo triennio.
Nel nuovo Cda entrano, oltre a Maria Patrizia Grieco (nominata quale Presidente) e Francesco Starace (amministratore delegato), Alessandro Banchi, Alberto Bianchi, Paola Girdinio, Salvatore Mancuso, Alberto Pera, Anna Chiara Svelto, Angelo Taraborrelli.
La proposta del Tesoro, che impone l‘ineleggibilità o la decadenza degli amministratori in caso anche di semplice rinvio a giudizio per una lunga serie di reati essenzialmente societari, all’Enel diventa dunque legge. La modifica è infatti passata con oltre il 69% dei voti favorevoli, ben più dei due terzi (66,6%) richiesti, e dopo un vivace dibattito animato dai piccoli azionisti, che chiedevano maggiori lumi rispetto alla norma. Regole ferree, dunque, per il Cda che da venerdì entrerà nella stanza dei bottoni del gruppo elettrico.
“Lascio in buone mani una multinazionale determinata ad andare avanti nel miglioramento dei risultati, un’azienda solida, rispettata e apprezzata in grado di crescere in modo sostenibile poggiandosi su valori forti e condivisi”, ha detto Conti, che ha anche assicurato come il timone resti fissato sulla riduzione del debito. Una rassicurazione necessaria, vista la lettera ricevuta dal numero uno di Blackrock (il fondo americano che secondo le ultime rilevazioni ha una quota del 3,7% del capitale), Laurence Fink, preoccupato perché “troppe imprese hanno tagliato gli investimenti aumentando persino il loro indebitamento per incrementare i dividendi e l’acquisto di azioni proprie”. L’Enel, ha sottolineato l’a. d. uscente nella lettera agli azionisti,
“mantiene una priorità assoluta sull’obiettivo di riduzione del debito e sulla generazione dei flussi di cassa”.
Certo, è stato ricordato a più riprese, la situazione del mercato è quella che è, con consumi che tra Italia e Spagna (i paesi principali del gruppo) sono precipitati: ma il piano industriale prevede un grande sforzo sulle rinnovabili e sui mercati emergenti, proprio il terreno sul quale Starace ha creato la fortuna di Enel Green Power e che l’ha portato sulla poltrona più importante del gruppo controllante.
