“La partita delle nomine pubbliche appare tutta ancora aperta. Ma i tempi sono diventanti strettissimi: entro il 13 aprile devono essere presentate le liste dei candidati del Tesoro per i Consigli in vista delle assemblee delle società che si terranno a maggio.
“Oggi le due società di cacciatori di testa (la Korn Ferry International e la Spencer Stuart Italia che aveva tra i suoi consiglieri Enrico Letta, dimessosi una volta nominato a Palazzo Chigi, e anche lo zio Gianni Letta) dovrebbero incontrare il ministro Padoan per fare il punto sul lavoro istruttorio che hanno svolto. Il premier Renzi dice che prima dei nomi il governo vuole decidere la missione industriale dei singoli gruppi, Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, Poste e via dicendo. Il momento dei nomi è però arrivato, tenendo conto che le valutazioni degli investitori non sono affatto secondarie dal momento che lo Stato ha partecipazioni di minoranza in tutte le società quotate.
Matteo Renzi nel prossimo week-end esaminerà i dossier insieme al sottosegretario Graziano Delrio e al fedelissimo Luca Lotti. Per martedì prossimo è attesa la lista per Eni, Finmeccanica e Poste (società non quotata ma in pista per l’avvio della privatizzazione), per sabato 12 aprile quella di Enel e Terna.
Tutto, ancora, ruota intorno al vertice dell’Eni. Il presidente Giuseppe Recchi si è fatto da parte entrando in lista per la presidenza di Telecom. Combatte come un leone Scaroni (classe 1946) che però sembra non aver alcuna chance, tanto più dopo la recentissima condanna in primo grado a tre anni per reati ambientali a Porto Tolle. Ieri ha pranzato con Renzi e ha criticato la direttiva dell’Economia sui criteri di onorabilità dei manager pubblici.
La risposta di Renzi: «È vero che gli altri Paesi non ce l’hanno, ma noi siamo contenti che ci sia».
“Senza più Simonelli, si rafforza l’ipotesi di Claudio Descalzi (1955), l’uomo che ha in mano oltre il 90% del business di Eni, cioè l’esplorazione e la produzione. È considerato uno “scaroniano” ma la possibile uscita di scena dell’ad che guida il “Cane a sei zampe” dal 2005 lo ha sicuramente rafforzato. Per la presidenza girano i nomi di Franco Bernabè (1948), che ha guidato l’Eni nella stagione della privatizzazione, e di Leonardo Maugeri (1964) che dall’Eni se n’è andato nel 2011 proprio per un dissidio con Scaroni.
“Scampato il pericolo di una condanna (era imputato anche lui per i fatti di Porto Tolle), Fulvio Conti (1947), ad di Enel dal 2005, coltiva la speranza di passare alla presidenza del suo gruppo. Per la carica di ceo, crescono le quotazioni di Francesco Starace (1955), attuale ad di Enel Green Power che ha cercato molto in queste settimane il filo diretto con il mondo renziano. Starace rappresenterebbe la discontinuità rispetto a Conti, mentre Luigi Ferraris, responsabile dell’area Finanza, si muoverebbe nel segno della continuità. Il quotidiano spagnolo Expansiòn ha candidato all’Enel Andrea Brentan, ad di Endesa.
“Alessandro Pansa (1962) non resterà alla guida di Finmeccanica. In pole position per la sua sostituzione ci sono Giuseppe Giordo (1965), ad di Alenia, e Domenico Arcuri (1963), ad di Invitalia. Per Gianni De Gennaro (1948) non è invece esclusa la conferma alla presidenza”.