ROMA – La questione libica e i suoi riflessi sull’Eni: in un’intervista concessa ieri al Financial Times dall’amministratore delegato del cane a sei zampe Paolo Scaroni. ”Penso che se possiamo produrre gas per il mercato interno dell’elettricità, è positivo per tutti. Ma se la comunità internazionale ci dice di non produrre in Libia, allora non produrremo”.
La perdita di produzione di petrolio (500 barili al giorno in media annua per ogni giorno di interruzione) e i minori introiti del settore gas (dopo la chiusura del gasdotto Greenstream) potrebbero essere più che compensati dagli alti prezzi del barile e dai minori esborsi dovuti per onorare i contratti gas di lungo periodo con algerini e russi, che potrebbero essere rinegoziati su nuove basi “entro l’anno”.
La crisi del Nordafrica, stima Scaroni, ”aggiunge al prezzo del petrolio 15 dollari”. L’ad ha ricordato che fino a 14 mesi fa il prezzo del petrolio era sui 30 dollari al barile. Per questo la società ha basato le previsioni del piano strategico su una media di prezzo di 70 dollari, nonostante le recenti fiammate. L’amministratore delegato ha quindi affermato di avere avuto contatti con membri dell’Opec e di avere quindi l’impressione che ”l’organizzazione voglia reagire allo scopo di evitare eccessivi rialzi del greggio”.
Ma su eventuali azionisti libici, Scaroni commenta: “è una leggenda metropolitana. Abbiamo fatto una review del libro soci ed è emerso solo uno 0,5% in mano a fondi che hanno ‘Libia’ nel nome e che sono peraltro basati in Bahrein”.
Su Snam Rete Gas, Scaroni ha fatto sapere che se all’Eni dovessero arrivare offerte per un valore superiore al prezzo di mercato, e se l’acquirente fosse gradito al governo “allora potremmo prenderle in considerazione”.
Eni potrebbe addirittura allearsi con Edison in caso di conflitto con Edf. Al momento Eni può offrire agli investitori internazionali un piano di crescita per linee interne, con il 70% degli investimenti (53,3 miliardi di euro in 4 anni) che saranno assorbiti dalle attività di esplorazione e produzione di petrolio e gas.
Lunedì si riunirà il consiglio di amministrazione di Edf per esaminare il riassetto di Edison. Fonti di Edf non commentano l’indiscrezione.