ROMA – Eni è il primo produttore di gas e petrolio in Libia, con una produzione di idrocarburi nel 2009 pari a 244 mila barili di olio equivalente al giorno. L’attività produttiva ed esplorativa del Cane a sei zampe nel Paese e’ condotta nell’offshore del Mar Mediterraneo, di fronte a Tripoli, e nel deserto libico.
A fine 2009 Eni era presente in 13 titoli minerari, per una superficie complessiva di circa 36.374 chilometri quadrati (18.165 chilometri in quota Eni). La presenza del gruppo italiano nel Paese risale al 1959, quando l’Agip ottenne dal governo libico la ‘concessione 82’, localizzata nel deserto del Sahara sud-orientale, dove, nel 1965, venne scoperto il giacimento ad olio Rimal.
Nel 1966 venne raggiunto un secondo accordo per la ‘concessione 100′, dove nel 1968 venne scoperto il campo giant Bu’ Attifel entrato in produzione nel 1972, dopo un joint venture agreement con la National Oil Corporation (NOC), l’azienda di stato libica, a cui Eni cedette il 50% di tutti i suoi diritti e obblighi relativi alle due concessioni. Nel 1974 fu concluso un contratto ‘Exploration and Production Sharing’ (EPSA 74) riguardante aree onshore e altre aree al largo di Tripoli di cui era titolare la NOC.
Nel 1976 le attività esplorative portarono alla scoperta del campo di Bouri, entrato in produzione nel 1988. Nel 1997 fu effettuata una importante scoperta nell’area NC-174, nel Bacino di Murzuk, a 800 chilometri a sud di Tripoli, che porto’ all’avvio della produzione del giacimento a olio di Elephant nel gennaio 2004 (la scorsa settimana Eni ha siglato con Gazprom un accordo che porterà alle cessione al gruppo russo di una quota pari al 16,65% del giacimento). Nel giugno 2008, Eni e NOC hanno infine finalizzato sei contratti di Exploration and Production Sharing (EPSA IV) che convertono gli accordi originali. L’intesa estende la durata dei titoli minerari di Eni in Libia fino al 2042 per le produzioni a olio e al 2047 per quelle a gas.
