Fabbisogno: migliora nei 3 mesi, si ferma a 28,2 mld

ROMA- Migliora un po' l'andamento del fabbisogno del settore statale. Il Tesoro comunica infatti oggi i dati sul primo trimestre dell'anno spiegando che ''marzo chiude bene'' e cosi' si registra un ''primo trimestre 2012 meglio dell'anno precedente''.

''Nel mese di marzo 2012 – comunicano da via XX Settembre – si e' realizzato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 17,5 miliardi di euro, in calo rispetto allo stesso mese del 2011 in cui si registro' un fabbisogno di 20,6 miliardi''. Cioe' un miglioramento di 3,1 miliardi tra i due anni. Va quindi meglio il fabbisogno cumulato tra gennaio e marzo: ''nel primo trimestre del 2012 si e' realizzato complessivamente un fabbisogno di circa 28,2 miliardi, a fronte di un fabbisogno del primo trimestre 2011 di circa 31 miliardi''. Cioe' 1,8 miliardi in meno.

Il Tesoro non fornisce oggi il tradizionale commento ai dati diffusi ma appena lo scorso mese sottolineava come ad influire positivamente sui dati fossero le buone performance dell'erario. Si spiegava cioe' che stava proseguendo ''la dinamica favorevole del gettito fiscale''. Una dinamica legata pero' anche ad un aumento della pressione fiscale decisa con le ultime manovre ma anche ad un rinnovato impegno sul fronte della lotta all'evasione.

A pesare sull'andamento del fabbisogno e' pero' come sempre la voce 'uscite'. In particolare quelle legate al finanziamento del debito che, con le impennate dello spread, hanno richiesto esborsi sempre maggiori. E i dati del fabbisogno si riferiscono proprio al periodo piu' 'duro' della crisi finanziaria che ha investito il nostro paese. Basti pensare che, ad esempio, il fabbisogno registrato nel primo mese dell'anno e' stato determinato da spese per 38,723 miliardi a fronte di entrate per 35,425 miliardi. E alla voce spese il 'peso' degli interessi – spiegava sempre il Tesoro – e' stato pari a 5,068 miliardi. Stessa l'analisi di Bankitalia che, sempre ad inizio anno, parlava di: ''incremento della spesa per interessi e al pagamento della quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'Efsf parzialmente controbilanciato dall'incremento delle entrate fiscali e dalla flessione della spesa primaria''.

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Daniela Lauria