NEW YORK, 30 GEN – Per lo sbarco di Facebook in Borsa e' l'ora della verita'. L'attesa e' grande e i vertici del social Network fondato da Mark Zuckerberg potrebbero presentare la richiesta alla Sec (la Consob americana) entro la fine di questa settimana, molto probabilmente mercoledi'.
Obiettivo: entrare in Borsa prima dell'estate (possibilmente entro la fine di maggio), raccogliendo 10 miliardi di dollari con una valutazione di mercato di 100 miliardi: quanto valgono – per dare l'idea – il gigante del fast food McDonald e la meta' di Google. Proprio la casa di Mountain View, in questo caso, verrebbe superata, visto che nel 2004 con una valutazione di 23 miliardi di dollari ne raccolse 1,9. Se cosi' fosse, insomma, per trovare un'Ipo (Initial public offering) piu' corposa negli Usa bisognerebbe andare a quelle che videro protagonisti gruppi come Visa, General Motors e AT&T.
In lizza per il piu' famoso social network al mondo ci sono innanzitutto le banche, che puntano ad aggiudicarsi un ruolo importante nel collocamento. La sfida, in particolare, sarebbe tutta tra Morgan Stanley e Goldman Sachs. Quest'ultima nei mesi scorsi aveva curato il collocamento privato di Facebook, ma non per questo sarebbe adesso favorita.
Secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi il Wall Street Journal, infatti, i vertici di Facebook spingerebbero piu' per Morgan Stanley, che nel campo delle ipo ha una vasta esperienza, avendo aiutato gia' ben ventitre' societa' internet a compiere il grande salto in Borsa, occupandosi in particolare delle offerte pubbliche iniziali di LinkedIn, Groupon e Zynga. E incassando lo scorso anno 115 milioni di dollari in commissioni, quasi il doppio rispetto alla rivale Deutsche Bank. Goldman Sacks, nonostante il collocamento privato dello scorso anno, rischia cosi' di essere battuta in questa delicata partita.
Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni sulla possibilita' di uno sbarco in Borsa di Facebook nella terza settimana di maggio. Cio' vorrebbe dire presentare alla Sec tutta la documentazione necessaria a stretto giro di posta. La Consob statunitense ha infatti bisogno di almeno tre mesi – ma probabilmente ce ne vorranno di piu' – per esaminare tutta la documentazione. Sempre che alla fine di questo lavoro la Sec non sollevera' dubbi. Nel qual caso i tempi slitterebbero inevitabilmente.
