Famiglie italiane: una su cinque spende più di quanto guadagna

ROMA, 21 LUG – In Italia una famiglia su cinque si trova a spendere piu' di quanto guadagna, arrivando in affanno alla fine del mese. La crisi ha, cosi', trasformato un Paese di formiche, tradizionalmente attento a mettere da parte quante piu' risorse possibili, in un popolo di cicale, con uscite superiori alle entrate.

Il cambiamento non e', pero', dovuto alla crescita di consumi ''liberi'', come abbigliamento o viaggi, ma all'aumento di spese ''obbligate'', che risentono dei rincari per carburanti, bollette e servizi sociali. E' questa la situazione dei bilanci familiari che esce fuori dall'indagine Censis-Confcommercio sulla prima parte del 2011.

Nel dettaglio, la mappa sui consumi tracciata dallo studio (in base a un'indagine su un campione di 1.300 nuclei), rileva che a fronte di un 28,2% di famiglie che e' riuscita a risparmiare, c'e' il 53% che dichiara di aver pareggiato i conti, mentre il 18,8% afferma di avere registrato esborsi maggiori rispetto ai guadagni.

Si tratta, quindi, di quasi un quinto dei nuclei familiari, che per la gran parte (65%) ha fatto fronte alle spese in piu' attingendo alle riserve. Ma tra loro c'e' anche chi non vanta risparmi da intaccare e per andare avanti ha dovuto chiedere prestiti o ha posticipato i pagamenti.

Non stupisce che gran parte (45%) delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese si trovano nel Mezzogiorno e si tratta soprattutto di nuclei fatti da giovani (tra i 18 e 34 anni) o dove la persona di riferimento ha perso il lavoro.

Ma se il primo semestre dell'anno ha visto comunque le famiglie reagire alle necessita' aumentando i consumi (la percentuale di coloro che hanno innalzato la spesa e' salita a 54,3%), per la restante parte del 2011 le stime parlano di uno stallo. D'altra parte il bacino dei risparmi va ad esaurirsi.

Per il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, la manovra non aiuta a migliorare le previsioni, ''inesorabilmente il taglio delle agevolazioni fiscali e il prevedibile aumento complessivo delle tasse avranno – ha spiegato – un ulteriore effetto depressivo su crescita e consumi''.

Intanto, il rapporto ci racconta, ha aggiunto, ''il protrarsi di uno stato di sofferenza e difficolta' delle famiglie''. Per il presidente dei commercianti, quindi, occorre ''un'iniezione di fiducia, certezza e coesione sociale''.

Il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, ha sottolineato, come ''il sentiment delle famiglie italiane oggi appare attendista e incerto: si spende molto ma alla fine non si consuma tanto, cioe' non si acquisiscono beni ma si pagano i tagli ai servizi sociali, i rincari sui carburanti e sulle bollette''.

Secondo Roma ''noi ci troviamo pericolosamente in un lago che e' meno alto come acqua, perche' il reddito non cresce, e che viene prosciugato'' man mano: Basti pensare, ha evidenziato, che ''il 12% delle famiglie, vale a dire 2,5 milioni, dice di avere nei primi sei mesi del 2011 eroso tutti i risparmi accumulati''.

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Emiliano Condò