ROMA – L'aumento dell'Iva sui prodotti alimentari costerà agli italiani ''non meno di tre miliardi di euro''. Lo stima Federalimentare che, considerando anche anche l'ipotesi della Food Tax, teme ''effetti insostenibili per l'industria alimentare, con la ripresa rimandata al 2014 e migliaia di posti di lavoro a rischio''. Il presidente Filippo Ferrua Magliani chiede ''Basta Tasse. Questa ulteriore zavorra non e' sopportabile ne' per gli italiani ne' per il settore''.
''Tasse di questo genere'', sottolinea il presidente di Federalimentare, ''possono contraddire l'impegno del governo di adottare misure e strategie di rilancio dell'economia''. Ed ''una tassa sugli alimenti e' la piu' odiosa delle tasse perche' colpisce soprattutto i redditi medio bassi, imponendo scelte di consumo e peggior qualita' e rinunce''.
Federalimentare stima un pesante impatto, considerando le nuove ipotesi di imposizione tra Iva e Food Tax, sulle stime per il settore nel 2012. Causerebbero una perdita di 4 miliardi di fatturato (da 130 a 126 miliardi); -1,7% per la produzione, un calo da 25 a 24,6 miliardi delle esportazioni, una riduzione dei consumi alimentari da 210 a 208 miliardi.
L'eventuale Food Tax (ipotesi che Federalimentare giudica ''una autentica mistificazione'', perche' viene considerata ''una tassa per la salute, ma non e' vero, e' solo una ulteriroe imposta'') colpirebbe, calcola la fderazione dell'industria alimentare, ''copirebbe una fetta che puo' arrivare fino al 14% del carrello della spesa''.
Per Federalimentare va considerato anche ''l'effetto di immagine negativa sul made in Italy'', con ''una fetta rilevante dei nostri prodotti marchiati d'infamia dalla food tax''.
