Ferragamo debutta in Borsa il 29 giugno

MILANO, 15 GIU – Ferragamo debuttera' in Piazza Affari il 29 giugno e a soli due giorni dal decollo dell'offerta per la vendita del 22,7% del capitale ha gia' registrato il tutto esaurito. A presentare il processo di quotazione sono stati i vertici della maison della moda fiorentina fondata da Salvatore Ferragamo nel 1927, in occasione della tappa milanese del roadshow che si e' tenuta nella sede di Mediobanca.
E a tenere banco e' stato il presidente della casa di lusso, Ferruccio Ferragamo, affiancato dall'amministratore delegato Michele Norsa. ''Ci quotiamo a Milano perche' facciamo tutto Made in Italy e abbiamo ritenuto un dovere restare in Italia e sostenere il nostro bel Paese'', ha risposto il piu' grande dei fratelli maschi (in totale sei, tre maschi e tre femmine) ai giornalisti che gli chiedevano come mai non avessero seguito la stessa strada di Prada che a breve sfilera' alla Borsa di Hong Kong.
Al tempo stesso il numero uno ha sgombrato il campo dall'ipotesi che la sua azienda con lo sbarco sul listino possa diventare una preda per il mercato come accaduto di recente con Bulgari, ormai sotto scacco dei francesi di Lvmh. ''Assolutamente no'', Ferragamo non sara' contendibile, ha tagliato corto il presidente.
E ascoltando le parole di Norsa, all'orizzonte si intravede tutt'altro destino. Nei prossimi anni la Ferragamo – oggi 578 punti vendita con 2.800 dipendenti e un fatturato di oltre 780 milioni di euro – puntera' sulla crescita interna e organica, rafforzando soprattutto i canali retail, sviluppando la vendita on-line ed espandendo il gruppo a macchia di leopardo in Cina.
Per il 2011 ''ci attendiamo circa 24-25 aperture, di cui dieci in Cina, mentre a partire dal 2012 ci saranno 30 aperture all'anno''. Norsa ha poi voluto rassicurare gli investitori e la stampa sulla situazione in Giappone dopo il terremoto di Fukushima. ''Il primo trimestre e' stato positivo in termini di ricavi e per il 2011 non mi attendo un deterioramento dei ricavi, semmai un piccolo calo che verra' pero' compensato dalla rivalutazione dello yen''. D'altro canto Ferruccio Ferragamo ha dato indicazioni sulla remunerazione degli azionisti, annunciando che quasi la meta' dell'utile di quest'anno verra' destinato in dividendi. ''Ne abbiamo discusso in famiglia e si presume che sara' pari al 40-50% del risultato netto''.
Quanto all'offerta globale di vendita (Opv) – curata da Mediobanca, JpMorgan e Banca Imi -, va sottolineato che e' gia' stata interamente coperta tra lunedi' e martedi' e riguarda complessivamente 38,2 milioni di azioni ordinarie pari al 22,73% del capitale. La forchetta di prezzo e' stata individuata tra gli 8 e i 10,5 euro per azione, riconoscendo pertanto una capitalizzazione di Borsa della societa' compresa tra 1,34 e 1,76 miliardi di euro. Il flottante, post esercizio della greenshoe, sara' pari al 25%.
Post-quotazione lo spaccato dell'azionariato vedra' la holding di famiglia, Ferragamo Finanziaria, detenere il controllo (56%), altri componenti della famiglia con l'11%, l'imprenditore di Hong Kong Peter Woo l'8%, mentre il restante (25%) sara' sul mercato.

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Alberto Francavilla