Fiat, Camusso a Marchionne: "Stop minacce, ora investimenti"

ROMA, 18 LUG – ''Continuo a pensare che in realta' il mitico piano Fabbrica Italia non sia niente piu' che un'affermazione, non c'e' nulla di trasparente in questa vicenda. Per Marchionne ogni occasione e' buona per ribadire che non e' detto che rimanga in Italia. E' davvero un modo poco rispettoso di stare nel nostro paese. Il suo atteggiamento e' insopportabile''. Cosi' il segretario della Cgil Susanna Camusso, che oggi interviene in due interviste sulla Repubblica e la Stampa e in un colloquio con l'Unita'.

''Per l'ennesima volta la Fiat rimette in discussione gli investimenti annunciati, li sospende'', commenta Camusso. ''Qualsiasi circostanza viene usata come un alibi per congelare gli investimenti. Sembra che ogni scusa sia buona per nascondere la mano. Questa volta la circostanza viene fornita da una sentenza della magistratura''.

Per la leader della Cgil quella di Torino ''e' una sentenza positiva per i lavoratori perche' c'e' il riconoscimento della loro liberta' di iscriversi al sindacato che vogliono e di eleggere, o contribuire a scegliere, i loro rappresentanti sindacali. Tutto questo era stato negato dagli accordi separati''.

Il ''modello dell'esclusione'', sottolinea Camusso, ''e' fallito'', perche' ''la sentenza afferma che non si puo' escludere un sindacato''. Adesso ''la via normale e' riaprire un negoziato, sulla base delle regole stabilite nell'intesa sindacati-Confindustria. E' importante – aggiunge – che ci siano regole condivise come quelle contenute nell'ipotesi di accordo del 28 giugno scorso firmato da Cgil, Cisl , Uil e Confindustria''.

Published by
Emiliano Condò