Fiat, Chrysler e sindacati verso l'arbitrato

ROMA, 3 OTT – Il braccio di ferro tra l'amministratore delegato di Chrysler, Sergio Marchionne, e il sindacato Usa di categoria, United Auto Workers, per il rinnovo del contratto di lavoro potrebbe risolversi davanti all'arbitrato. E la casa automobilistica americana, controllata da Fiat, potrebbe anche avere la peggio.

''Sono fiducioso che si trovi una soluzione. L'arbitrato può essere un'opzione, spero di evitarlo'', ha affermato Marchionne nel giorno in cui l'azienda ha annunciato di aver venduto a settembre negli Usa 127.334 modelli, il 27 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2010, segnando la migliore performance per il mese di settembre dal 2007 e il diciottesimo miglioramento consecutivo delle vendite mensili rispetto all'anno precedente.

Secondo quanto ricostruisce Bloomberg, che cita fonti vicino alla vicenda, il numero uno del Lingotto non avrebbe intenzione di concedere un bonus di 5.000 dollari ai lavoratori, come ha deciso General Motors, ma metterebbe sul piatto solo 3.500 dollari e punterebbe, inoltre, ad eliminare in modo definitivo il tetto fissato sul numero dei nuovi assunti con contratto salariale d'ingresso in modo da abbassare i costi del lavoro.

In base al contratto stipulato tra il settore automobilistico Usa e l'Uaw nel 2007, infatti, la percentuale di lavoratori con un contratto salariale d'ingresso in una casa automobilistica americana non deve superare il 25%, quando ciò si verifica l'azienda è costretta a ricontrattualizzare il dipendente con uno scatto di stipendio. ''Il sindacato si opporrà con tutte le sue forze'' a qualsiasi tentativo ''di eliminare il tetto'', sostengono i giuslavoristi Usa.

La retribuzione di un nuovo assunto con contratto salariale d'ingresso alla Chrysler si aggira tra i 14,89 e i 16,28 dollari l'ora, mentre quella di un lavoratore ordinario è di 28,31 dollari. La percentuale di lavoratori con contratto salariale d'ingresso alla Chrysler si attesta al 12-14% contro il 3% di General Motors e le 100 unità di Ford, spiegano gli esperti del settore, aggiungendo che questi due giganti offrono mediamente anche stipendi più alti rispetto alla casa guidata da Marchionne.

Davanti ad un arbitrato, sottolineano, Gm e Ford potrebbero essere presi come parametro di riferimento e dunque Chrysler rischierebbe di vedere aumentare i propri costi del lavoro. Esattamente l'opposto di quello che chiede Marchionne.

Nei giorni scorsi l'Uaw e Gm hanno siglato un accordo per il rinnovo del contratto di lavoro per 4 anni, che prevede un bonus di 5.000 dollari, un aumento di 2-3 dollari del salario d'ingresso, l'attuazione di una nuova formula di condivisione dei profitti e lega gli stipendi alla qualita' dei prodotti. Le trattative con Ford sono, invece, ancora in corso ma procedono nella giusta direzione, ha spiegato lo stesso sindacato.

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Maria Elena Perrero