ROMA, 17 LUG – ''E' significativo che, nonostante le opinioni contrarie di molti, si sia riconosciuto il comportamento antisindacale della Fiat''. Lo afferma l'ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, intervistato dal Mattino sul caso Fiat.
Dopo la sentenza, per Cofferati, il nodo principale restano le intenzioni dell'azienda.
''Resta il problema di prima: e cioe' che nessuno sa cosa vuole fare Marchionne – afferma Cofferati – Il futuro dell' azienda e' incerto ma vedo che sono moltissimi a non preoccuparsi del fatto che questo piano industriale e' un oggetto sconosciuto''. E poi accusa il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi che ha accolto con favore la sentenza di Torino.
''Gioisce per una sentenza che riconosce un comportamento antisindacale della Fiat e invita la Fiom a riflettere – precisa Cofferati riferendosi a Sacconi – e' un caso di strabismo ideologico. Dovrebbe invitare l'azienda a riflettere sul fatto che e' venuto meno il tentativo di discriminare un' organizzazione sindacale e di imporre un modello, che e' stato sconfitto, in cui chi non firma gli accordi viene escluso. L'azienda ora farebbe bene a regolare le sue relazioni anche con la Fiom''.
''Non credo che la sentenza possa determinare nulla sulle decisioni gia' assunte per Pomigliano. Il problema vero – conclude Cofferati – e' un altro: e cioe' il futuro industriale ignoto di Fiat. Marchionne dica agli italiani cosa vuole fare, come ha fatto con Obama su Chrisler''.
