TORINO, 6 GIU – ''L'impegno della Fiat in Italia e' chiaro, non abbiamo cambiato idea. Stiamo cercando di fare il nostro meglio''. Non si stanca di ripeterlo, Sergio Marchionne che da Venezia, sabato ha chiesto al Paese di cambiare atteggiamento e di smetterla con gli insulti. E di nuovo ribadisce che la questione della sede del gruppo Fiat-Chrysler non e' per ora all'ordine del giorno.
''Non e' sul tavolo, sulla mia scrivania. Tutto questo e' da risolvere nel futuro, non adesso'', spiega Marchionne che partecipa alla Festa dell'Arma a Torino, con il presidente del Lingotto, John Elkann e Gianluigi Gabetti. ''Ora – aggiunge – e' importante partire con l'integrazione industriale e commerciale, cercare di fare una squadra che riesca a gestire il tutto. Su questo stiamo lavorando''.
E' rilassato, sorridente l'amministratore delegato della Fiat: ''faccio il metalmeccanico e non chiedo di piu''', scherza commentando la possibile ''apertura'' nei suoi confronti del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. ''Se si tratta di risolvere problemi e andare avanti – osserva – gli obiettivi sono totalmente in linea. Altri tipi di apertura non mi interessano''.
Marchionne, che venerdi' ripartira' per gli Usa, parla anche dell'offerta di 125 milioni di dollari, fatta al governo canadese per acquisire la quota dell'1,7 per cento che detiene in Chrysler. ''Devono decidere se vendere adesso o aspettare. Se vogliono aspettare, lo facciano ma il prezzo puo' cambiare'', spiega. Poi ci sono i rapporti con il fondo Veba, gestito dal sindacato Uaw che detiene il 41% della casa di Detroit: ''Il dialogo e' sempre stato aperto. Abbiamo discusso con loro anche quando abbiamo acquistato il 16% di Chrysler. C'e' un discorso con loro che va avanti da mesi ma niente in particolare per quanto riguarda la loro posizione di azionisti in Chrysler. Non siamo obbligati a comprare niente, abbiamo diritto ad acquistare una porzione della loro quota, cominceremo a parlarne dalla seconda meta' del 2012, fino ad allora tecnicamente non abbiamo il diritto. Loro non possono costringere la societa' fare l'Ipo fino al 2013, abbiamo grande spazio davanti''.
Il 18 giugno ci sara' la prima udienza in tribunale a Torino per il ricorso presentato dalla Fiom sulla newco di Pomigliano. Contro i metalmeccanici Cgil scendono in campo tutti gli altri sindacati, mentre la Confindustria ''lavora alacremente'' a un testo sulla rappresentanza. ''Gestiremo le conseguenze'', ha detto Marchionne, sabato a Venezia.
