TORIN0 – Il tentativo di conciliazione nella causa Fiom contro la newco di Pomigliano e' fallito. L'organizzazione di Maurizio Landini ha respinto la proposta del giudice Vincenzo Ciocchetti per superare ''il muro contro muro'' e individuare ''un terreno minimale su cui lavorare''.
Il giudice ha proposto alla Fiom di firmare l'accordo ''con la riserva di adottare successive iniziative legali e non solo, ove si ritenga la violazione costituzionale di leggi e delle proprie prerogative sindacali''. Inoltre il magistrato ha osservato che ''la contrattazione aziendale non e' di per se' illegittima: ci sono due importanti contratti aziendali di primo livello, quelli delle Poste e delle Ferrovie, e nessuno si e' mai scandalizzato o ha posto questioni. Altra cosa sarebbe se si profilasse un proliferare di contratti aziendali in imprese di 20-30 dipendenti''.
Landini ha spiegato le ragioni per cui la proposta non viene accettata dalla Fiom. ''Nello statuto della Cgil – ha detto – e' fatto esplicito divieto alla Cgil di sottoscrivere accordi in cui siano messi in discussione diritti indisponibili, come in questo caso. Inoltre questo accordo introduce in Italia l'uscita dal contratto nazionale di lavoro, elemento per noi inaccettabile. Tutte le questioni poste, a partire dai turni, possono essere risolte senza bisogno di cancellare i contratti nazionali ne' di mettere in discussione i diritti individuali''.
