Fiat, nuova mossa Fiom: "Ora cause dai singoli operai"

ROMA, 19 LUG – La Fiom ''ha vinto'' in Tribunale a Torino, la Fiat ''ha perso'': il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, contesta ogni diversa interpretazione, dal pareggio alla vittoria ai punti del Lingotto. Non e' cosi', dice, perche' riconoscendo alla Fiom il diritto di essere presente in fabbrica la sentenza ''colpisce nel punto centrale la strategia del Lingotto: escluderci''.

Cosi' Landini e' ''soddisfatto''. E annuncia la prossima mossa: gia' dai ''prossimi giorni'' la Fiom sara' ''pronta a sostenere tutti i lavoratori di Pomigliano che vogliono difendere i loro diritti, aprendo cause individuali''.

Si profila cosi' una raffica di ricorsi per chiedere singolarmente al giudice del Lavoro quello che la sentenza di sabato ha negato alla Fiom: di accertare che, come sostiene il sindacato di Landini, l'accordo firmato per lo stabilimento di Pomigliano tra il Lingotto e le altre organizzazioni sindacali ''aggira l'articolo 2.112 del codice civile'' (che dispone il 'mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda') perche' prevede la riassunzione dei lavoratori sotto una nuova societa' ''con condizioni peggiorative''.

E' un punto su cui continuera' la battaglia legale: ''Non ci fermeremo qui'', avverte il numero uno dei legali della Fiom, Piergiovanni Alleva. Che intanto vigila sulle assunzioni in corso a Pomigliano d'Arco e rileva che, arrivati alle prime centotrentasette, ''non c'e' ancora nessun iscritto Fiom''.

Alleva, che coordina le consulte giuridiche della Fiom e della Cgil, non esclude che possa essere una strada ''per raggiungere l'obiettivo di escludere la Fiom dallo stabilimento'' aggirando la sentenza. E spiega: se andando avanti con le assunzioni emergerà la ''prova statistica'' di ''un ritardo poco spiegabile'' per gli iscritti Fiom, il sindacato non esitera' a presentare un ricorso per condotta antisindacale. Intanto si attendono le motivazioni della sentenza di Torino che per la Fiom e' una vittoria nonostante le interpretazioni diverse.

Per Landini, ''il giudice non ha detto che quello di Pomigliano e' un accordo legittimo, anche perche' la Fiom non lo ha chiesto''; il rigetto del ricorso riguarda ''le richieste sull'articolo 2.112''. La Fiat potrebbe ora rivedere il piano di investimenti per gli stabilimenti in Italia? E' un aspetto ''inquietante'', dice Landini: ''non e' un problema solo della Fiom ma di tutto il Paese'', aggiunge, quello ''di una grande azienda che non accetta di rispettare la legge, non spiega dove e come vuole investire gli annunciati 20 miliardi, e intanto chiude gli stabilimenti, manda a casa 3-4mila persone''.

Del ministro del Lavoro e delle altre organizzazioni sindacali dice: ''Ci hanno chiesto di riflettere. Non e' bene che riflettano anche loro? Non e' un problema anche del governo e di chi ha difeso a spada tratta un accordo giudicato antisindacale?''.

Dal fronte della altre sigle sindacali, per Rocco Palombella della Uilm la sentenza di Torino certifica ''che gli accordi di Pomigliano, e quindi quelli successivi, non hanno violato le leggi. Chi si e' rivolto al giudice è stato battuto''.

Il leader della Fismic, Roberto di Maulo, giudica pericolosissima'' la ''guerriglia giudiziaria'' della Fiom. Per Antonio D'Anolfo dell'Ugl ''si persevera nel rivolgersi alla magistratura, senza tenere in considerazione che investimenti sono seriamente a rischio, come a rischio e' il futuro di migliaia di lavoratori''.

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Emiliano Condò