Mentre il popolo viola torna alle sue occupazioni quotidiane, la commissione Bilancio della Camera ha dato via libera alla finanziaria e al bilancio, dopo aver approvato rapidamente il maxi emendamento del relatore.
Al voto hanno partecipato solo i rappresentati della maggioranza che in poco meno di dieci minuti hanno bocciato circa 150 emendamenti dell’opposizione.
Si è verificato, insomma, un vero e proprio golpe bianco e si è dimostrata ancora una volta l’inutilità della mediazione del presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale però sottolinea che «al di là delle scelte politiche, che non sta al presidente della Camera commentare, il rispetto del regolamento è stato totale».
Pd, Idv e Udc protestano perché, come hanno segnalato direttamente anche al presidente della Camera, l’andamento dei lavori in Commissione costituisce di fatto una «fiducia anticipata»: non vengono accettate modifiche al maxiemendamento del relatore nel quale, affermano i deputati dell’opposizione, non c’é niente di origine parlamentare. Il presidente della Commissione, Giancarlo Giorgetti, si è rammaricato della scelta di abbandonare i lavoro affermando però che si tratta di una valutazione politica perché il regolamento é stato rispettato.
«Aver blindato il testo della finanziaria in commissione forse non viola formalmente le regole, ma di fatto è un gioco delle tre carte con un cui in primo luogo viene aggirato il veto posto giorni fa dal presidente della Camera», afferma Silvana Mura, deputata dell’Idv. «Poichè il maxi emendamento che ha riscritto l’intera finanziaria è stato presentato e approvato in commissione – aggiunge – in aula al governo sarà sufficiente apporre la fiducia sul testo della commissione, senza ricorso ad alcun maxiemendamento». «Al di la delle considerazioni di chi vince o chi perde sul piano politico – conclude Mura – una cosa è certa a perdere sono i cittadini italiani perchè la finanziaria non prevede un euro per le famiglie, le politiche sociali e i lavoratori».
«Se dare un contributo costruttivo, significa sbattere i tacchi davanti agli ordini di Tremonti, noi, come ovvio, non possiamo imitare l’onorevole Bocchino e tutti i parlamentari del centrodestra», ha affermato Francesco Boccia, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito dell’esame a Montecitorio della legge Finanziaria. «Quando qualcuno ti dice che nessuna delle tue proposte può essere valutata, quale contributo si può dare? – aggiunge Boccia – Ciò che è evidente dall’esame della Finanziaria è che nel braccio di ferro tra Tremonti e Fini ha stravinto il ministro dell’Economia e l’opposizione paga la debolezza del presidente della Camera».
«Sulla Finanziaria l’opposizione cerca lo scontro e non ha nessuna intenzione di aiutare il Paese ad uscire dalla crisi economica». È quanto afferma Italo Bocchino, presidente vicario Gruppo Pdl Camera. «Nonostante le aperture del Presidente della Camera Fini, che ha concesso tempi ampi ai lavori della Commissione ed ha chiesto al governo di ricorrere alla fiducia su un testo emerso dalla discussione parlamentare, l’opposizione non ha fatto altro che cercare la strada dell’ostruzionismo senza dare alcun contributo costruttivo», osserva.
Intanto, il Movimento per l’Autonomia sottolinea che «nè governo nè opposizione hanno dato centralità al Sud. L’Mpa, pertanto, valuterà in Aula se votare o meno la legge finanziaria».
