GENOVA, 9 OTT – La crisi Fincantieri sta portando tensione soprattutto nei siti liguri, e in particolare nello stabilimento di Sestri Ponente, che e' a rischio chiusura se nell'incontro di martedi' a Roma al ministero per lo Sviluppo Economico non dovessero emergere soluzioni. La Fiom ha gia' annunciato che, in caso di incontro negativo, ''la risposta sara' durissima''.
Fincantieri e' azienda di proprieta' al 98% del ministero del Tesoro tramite la controllata Fintecna, e al 2% di istituti bancari. Leader nella costruzione di superyacht e navi militari, l'azienda soffre della crisi del mercato mondiale, che ha provocato tra l'altro il dimezzamento delle commesse, e subisce la concorrenza di alcuni cantieri nordeuropei e tedeschi che hanno meno siti produttivi e meno dipendenti.
La crisi ha aperto, per l'azienda italiana, la strada alla cassa integrazione: entro la fine del 2011, la quota protetta da ammortizzatori sociali potrebbe toccare, in tutti i siti produttivi del gruppo, le 2.300 unita'. Nel maggio scorso, l'azienda ha cercato una soluzione mettendo a punto un piano che prevedeva circa 2500 esuberi e la chiusura di due stabilimenti, tra cui Sestri Ponente (Genova).
Il piano ha suscitato forti proteste, manifestazioni di lavoratori e sindacati, ed e' stato ritirato il 3 giugno scorso, con l'apertura contestuale di un tavolo governativo. Dopo il ritiro del piano industriale, l'azienda ha proceduto a stilare accordi specifici per tentare il salvataggio dei singoli stabilimenti. Per Sestri Ponente e' stata raggiunta a Roma l'intesa per la proiezione a mare dello stabilimento. Il decreto, gia' firmato dal ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, e' alla firma del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti per il finanziamento. Il cosiddetto 'ribaltamento a mare' e' considerato fondamentale per agganciare la ripresa anche se il cantiere non ha carichi di lavoro assegnati dopo marzo 2012.
Negli stabilimenti di Riva Trigoso (Genova) e Muggiano (La Spezia) si concentra, invece, la produzione di navi militari e superyacht. Nei giorni scorsi Fim e Uilm hanno sottoscritto un accordo che ridefinisce l'organizzazione dei due siti e prevede ammortizzatori sociali e incentivi alla pensione per 260 lavoratori. Accordo che ha di fatto escluso la Fiom, che si e' detta ''contraria ai ricatti'', sancendo cosi' la spaccatura nel sindacato dei metalmeccanici.
