ROMA – Finmeccanica ha reso noto con un comunicato che al momento “nell’ambito delle trattative in corso non sono stati raggiunti accordi vincolanti in merito alla cessione di Ansaldo Energia”. La società ”provvederà a informare tempestivamente il mercato qualora si verificassero i presupposti di legge”.
Acque in forte movimento in casa Finmeccanica. Alle prese con una posizione finanziaria negativa per quasi cinque miliardi di euro, nelle stanze dei bottoni della holding che controlla il più grande gruppo industriale italiano si stanno decidendo le sorti di alcune importanti controllate e sulla loro possibile dismissione. Tra queste, in pole position ci sarebbe Ansaldo Energia, la cui cessione alla coreana Doosan sarebbe oggetto di trattative ormai in fase avanzata.
Principale tassello mancante alla finalizzazione dell’operazione sarebbe tuttavia il via libera da parte della politica. Ma l’azienda,dopo un tam tam durato un’intera giornata, precisa che ”non sono stati raggiunti accordi vincolanti” per la cessione. A misurare l’interesse sulla società partecipata per il 30% dal Tesoro è stata la Borsa di Milano, che ha visto il titolo Finmeccanica chiudere in netta controtendenza con l’andamento negativo del mercato, in rialzo del 3,58% a 4,04 euro.
Oltre alle indiscrezioni secondo cui il governo starebbe spingendo per la cessione della quota di controllo di Drs, la societa’ Usa attiva nel settore della difesa, e alla buona notizia di una maxi commessa in Sudafrica per Ansaldo Energia e FATA da 440 milioni di euro, a muovere il mercato sono state soprattutto le voci sulla cessione di Ansaldo Energia, controllata per il 55% da Finmeccanica e per il restante 45% da First Reserve. Secondo fonti citate dalla Reuters, la società di Piazza Monte Grappa e il fondo Usa avrebbero raggiunto un accordo di massima per la cessione di una quota di maggioranza di Ansaldo Energia alla sudcoreana Doosan Heavy Industries.
L’intesa avrebbe un valore tra gli 1,2 e gli 1,4 miliardi di euro, ma sarebbe soggetta al via libera politico, ancora in stand by. Ma in serata e’ arrivata la precisazione di Finmeccanica: ”al momento – dichiara – nell’ambito delle trattative in corso, non sono stati raggiunti accordi vincolanti”. La bozza di intesa, secondo le fonti interpellate da Reuters, prevede che una quota di minoranza rimanga in mano a Finmeccanica o a un altro soggetto nazionale, quale il Fondo Strategico Italiano (Fsi). ”Il soggetto che resterà in minoranza, non ancora individuato, avrà il 20-30%, magari destinato successivamente a ridursi al 10%” ha riferito la fonte. ”C’è un piano industriale, ma rimane l’incognita sulla volontà del sistema Italia” ha aggiunto sottolineando che con il gruppo coreano, ”c’è l’accordo su quasi tutto” ma Doosan ”non vuole spingere su tutti i punti finché il quadro non sarà chiaro. L’accordo non è rifinito, ma non per mancanza di volontà delle parti”.

