ROMA – Finmeccanica procedera’ entro il 2012 a ”finalizzare cessioni” per 1 miliardo. E’ stato inoltre ”definito un piano di ristrutturazione di AnsaldoBreda, con l’obiettivo di finalizzare una partnership strategica e industriale, per sostenere il rilancio della societa’ e consentirne il progressivo deconsolidamento”. Il cda, tenutosi nel pomeriggio e nella serata di ieri, ha approvato un piano di consolidamento operativo e patrimoniale che prevede, oltre alla partnership per AnsaldoBreda, anche l’integrazione tra le societa’ dell’elettronica per la difesa e la sicurezza. Nel dettaglio, spiega Finmeccanica in una nota, ”sara’ avviata nel 2012 l’integrazione tra le societa’ del settore – ad esclusione di quelle statunitensi – al fine di razionalizzare il portafoglio tecnologico, migliorare le performance industriali e finanziarie, aumentare la quota di mercato e ridurre i costi”.
Nell’aeronautica e’ stato invece approvato e avviato un piano (siglato l’8 novembre scorso con le organizzazioni sindacali) volto a risanare e rilanciare il settore, attraverso la riduzione della forza lavoro, la ristrutturazione delle attivita’ di produzione e di ingegneria e la razionalizzazione della Supply Chain al fine di ridurre i costi esterni. Per le cessioni da un miliardo sono stati identificate attivita’ cedibili nel settore civile, nel settore elettronica per la difesa e la sicurezza e in partecipazioni di minoranza.
Gli investimenti totali del gruppo per il periodo 2010-2012, precedentemente previsti nella misura di circa 3,6 miliardi di euro, verranno ridotti a circa 3,4 miliardi di euro (di cui circa 2,4 miliardi di euro nel periodo 2010-2011), pertanto la riduzione sara’ concentrata prevalentemente nel 2012. I costi di struttura generali e amministrativi verranno ridotti di oltre 40 milioni di euro nel 2012 e di oltre 100 milioni di euro nel 2013, rispetto ai costi di struttura generali e amministrativi attesi nel 2011.
Finmeccanica chiude i 9 mesi 2011 con una perdita di 324 mln contro un utile di 321 dello stesso periodo 2010 (-201%). Pesano oneri non ricorrenti per 753 mln. Lo si legge in una nota al termine del cda di ieri a cui non ha partecipato il presidente Guarguaglini. Il cda ha inoltre deliberato di non distribuire dividendi per il 2011.
Sulla perdita dei nove mesi, spiega il gruppo in una nota, influiscono il peggioramento dell’ebita Adjusted (1.044 milioni) e degli aggiustamenti a livello di Ebit (327 milioni) e la plusvalenza netta per la cessione del 45% di Ansaldo Energia (443 milioni di euro).
Gli ordini sono pari a 10.638 milioni di euro, rispetto ai 13.479 milioni dei primi nove mesi del 2010. Il portafoglio ordini e’ invece pari a 44.811 milioni di euro, rispetto ai 48.668 milioni del 31 dicembre 2010, tale da assicurare circa due anni e mezzo di produzione. I ricavi sono pari a 12.252 milioni di euro, rispetto ai 12.924 milioni dei primi nove mesi del 2010, con una flessione del 5% dovuta principalmente all’elettronica per la difesa e sicurezza e all’energia. Gli altri settori restano sostanzialmente stabili.
L’indebitamento finanziario netto ammonta infine a 4.665 milioni di euro rispetto ai 3.133 milioni registrati al 31 dicembre 2010. Il dato e’ migliore di 232 milioni rispetto a quello registrato al 30 settembre 2010 e beneficia della cessione del 45% di Ansaldo Energia. L’assenza di necessita’ di rifinanziamento a breve e la durata media del debito, assicura Finmeccanica, garantiscono la solidita’ finanziaria del gruppo.