Finmeccanica, Orsi: “Non siamo il regno del male, cambiati 45 manager”

ROMA – ''Ai duemila dirigenti incontrati ieri ho chiesto di continuare come prima'' perche' ''non saranno le minacce a farci desistere dal contribuire con la nostra tecnologia allo sviluppo dell'Italia''. Cosi' in una intervista al Corriere della Sera l'ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, che ripercorre tutte le vicende che hanno coinvolto il gruppo negli ultimi mesi e sottolinea come ''l'azienda non e' il regno del male'' e ''forse meriterebbe di essere citata anche per quello che fa''.

Orsi affrontando scandali e inchieste che stanno coinvolgendo il gruppo, sottolinea che ''con il mio arrivo sono uscite 45 persone che occupavano ruoli di primaria responsabilita'. La verita' e' che la gestione di Finmeccanica era molto verticistica anche se nel gruppo c'erano aziende assai indipendenti come l'Agusta''. ''Se per qualche persona che si e' comportata scorrettamente si vuol fare passare l'idea che quello della Finmeccanica fosse un sistema di malaffare – prosegue – non ci sto''.

Ricorda di essere stato scelto ''per i risultati alla guida di Agusta'' aggiungendo di ''trovare naturale che se gli amministratori locali hanno speso una telefonata l'abbiano fatto per me'' visto che ''lavoro da quarant'anni in questo territorio e con le istituzioni abbiamo creato il distretto aereonautica''.

Dice anche che ''non e' normale'' che in azienda si raccogliessero dossier su di lui. E ribadisce che le 6 Maserati, ''per uso di rappresentanza aziendale'' sono state ''uno scambio normalissimo di made in Italy''. Sul futuro del gruppo Orsi spiega che ''vogliamo cambiare l'equazione Finmeccanica uguale azienda militare in Finmeccanica uguale azienda ad alta tecnologia''.

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