VENEZIA – Gli oltre 5 milioni di lavoratori autonomi presenti in Italia costituiscono solo il 12,5% del totale dei contribuenti Irpef, ma versano all'Erario il 13,4% (in termini assoluti pari a 19,6 miliardi di euro) del totale di questa imposta. A sostenerlo la Cgia di Mestre che di fatto contesta la convinzione di alcuni che a pagare le tasse siano solo i percettori di reddito fisso.
I circa 36.163.300 lavoratori dipendenti e pensionati, per l'associazione artigiani, costituiscono l'87,1% del totale dei contribuenti soggetti all'Irpef, ma versano nelle casse dello Stato l'82,4% (pari a 120,7 mld) del totale dell'imposta sulle persone fisiche.
''Abbiamo ritenuto necessario puntualizzare questa questione – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – perche' non vorremmo che qualcuno, strumentalizzando la manifestazione per un fisco piu' giusto organizzata da Cisl e Uil, denunciasse che in Italia c'e' chi le tasse le paga tutte, perche' gli vengono trattenute alla fonte, e chi no. Anzi, dico di piu', contro un fisco eccessivo serve un'alleanza tra autonomi e sindacati. Senza i primi, purtroppo, corriamo il serio rischio di avere molti lavoratori dipendenti in meno, visto che quasi i due/terzi dei nuovi posti di lavoro che si creano ogni anno in Italia sono in capo alle micro imprese con meno di 20 addetti''.
La Cgia, inoltre, ricorda che e' necessario combattere l'evasione fiscale, perche' chi evade fa concorrenza sleale a chi, invece, le tasse le paga sino all'ultimo euro. Tuttavia, ricorda che sulle nostre imprese, grava un carico fiscale che non ha eguali in tutta Europa. In Italia il peso delle tasse sugli utili e' pari al 68,6%, contro il 65,8% della Francia, il 48,2% della Germania e il 37,3% della Gran Bretagna.