ROMA – Per chiudere la partita con il Fisco si dovrà tenere conto del fatto che il limite dei 20mila euro sulle liti fiscali indicato dalla manovra è da riferire alle sole imposte oggetto di contenzioso, al netto delle sanzioni e degli interessi collegati al tributo. Quando invece l’ammontare della lite è dato esclusivamente da sanzioni, si deve tenere conto dell’ammontare delle penalità irrogate.
La sanatoria introdotta nella manovra economica e che nell’ultimo schema del Dl è stata spostata tra le misure sul riordino della giustizia tributaria, poggia sulla definizione delle liti pendenti che faceva parte dei condoni fiscali del 2002. Per tanto i conribuenti intessati a chiudere i conti potranno far riferimento a tutti i chiarimenti che sono stati forniti al tempo dall’amministrazione finanziaria.
Questo anche per la nozione di lite pendente. Per quest’ultima, si dovrebbero intendere tutte quelle controversie per le quali risulta notificato un atto di accertamento, un provvedimento di irrogazione delle sanzioni o altro atto impositivo, di cui è parte l’agenzia delle Entrate, che il contribuente ha impugnato alla data del 1° maggio 2011. Occorre sottolineare, inoltre, che, con i vecchi condoni del 2002, nel concetto di liti pendenti rientravano solo quelle che risultavano impugnate e, quindi, pendenti davanti alle commissioni tributarie. Per gli atti di accertamento non impugnati, ma per i quali risultava ancora possibile il ricorso, esisteva la possibilità di definizione delle liti potenziali .
Nelle disposizioni della manovra 2011 si parla solo delle liti pendenti, per cui si dovrà verificare che al primo maggio 2011 risulti presentato il ricorso. Quindi, gli atti impositivi per cui a tale data non è stato presentato il ricorso dovrebbero risultare esclusi dalla definizione. Anche se poi la norma prevede che sono sospesi fino al 30 giugno 2012 i termini per la proposizione dei ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per Cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio.
