ROMA – Proroga del versamento della tassa straordinaria sullo scudo fiscale, fissazione delle aliquote di base per il primo acconto della nuova Imu, intervento sullo spesometro con la reintroduzione dell'elenco clienti-fornitori: sono alcune delle misure fiscali sul quale il governo sta lavorando.
Una riforma che potrebbe essere a doppio binario: da una parte il decreto con prime norme di semplificazioni, atteso per la fine della prossima settimana, dall'altra la delega per i provvedimenti di piu' ampio respiro. Nella riforma potrebbero entrare ora anche le nuove norme, annunciate dallo stesso premier Mario Monti, sull'Ici sui beni della Chiesa.
Si valuta anche la possibilita' di destinare una quota dei proventi della lotta all'evasione – magari per ora solo con una norma di impegno – per abbassare l'Irpef su lavoratori e pensionati.
Il governo preme dunque sull'acceleratore e in vista del decreto, che potrebbe essere esaminato, secondo quanto di apprende, dal consiglio dei ministri venerdi' 24 febbraio, si susseguono le riunioni sia a livello tecnico che piu' politico.
Il cantiere della riforma fiscale comunque sarebbe in piena attivita'. Da una parte c'e' l'esigenza di risolvere alcune questioni piu' immediate, dall'altra quella di mettere mano alle questioni sollevate dai tavoli sulla riforma fiscale che hanno lavorato lo scorso anno. Prima tra tutte la 'giungla' degli sconti fiscali: se ne contano oltre 700 e drenano risorse per oltre 250 miliardi di euro l'anno.
Recuperare parte di questi fondi significhera' anche evitare l'aumento dell'Iva a partire da settembre. Obiettivo che, secondo quanto si apprende, il governo ha tutta l'intenzione di centrare. Si salverebbero le detrazioni sul lavoro e quelle legate alla famiglia. Per il resto sarebbe tutto in discussione.
Altri temi sui quali si sta lavorando, anche questi per la delega, sono la riforma delle rendite catastali (si studia il passaggio dai 'vani' ai metri quadrati) e l'abuso di diritto, per il quale si dovrebbero segnare paletti piu' definiti per capire quando le scelte fiscali sono legittime e quando invece configurano elusione ed evasione fiscale. Una norma, questa, che dovrebbe dare maggiore certezza alle imprese.
Una soluzione piu' a stretto giro, che a questo punto potrebbe arrivare subito con il decreto, riguarda l'Imu. La proroga al 30 giugno per l'approvazione del bilancio di previsione, da parte degli enti locali, crea incertezze per il pagamento del primo acconto. La via sarebbe quella di sancire che a giugno si paga ovunque con le aliquote di base: 4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille per gli altri immobili.
Si verificano infine norme per il settore dei giochi, per combattere il fenomeno del gioco illegale, e per la tutela del 'made in Italy'. Sui giochi il pacchetto varrebbe 500 milioni e prevedrebbe sanzioni anche per chi 'scommette' fuori dai confini dei giochi autorizzati dallo Stato.
