Fisco, l'ambasciatore svizzer: "Pronti a trattare con l'Italia"

ROMA, 18 FEB – Il governo svizzero e' disponibile, e ''non e' un fatto nuovo'', ''ad aprire un tavolo negoziale con l'Italia sulle questioni in sospeso in ambito fiscale'' non appena l'esecutivo Monti ''riterra' che le condizioni sono riunite'', ma dira' no a scambi automatici di informazione sui depositi. Lo dice in un'intervista alla Stampa l'ambasciatore svizzero in Italia Bernardino Regazzoni. ''Le concessioni – precisa – si fanno in corso di negoziato, non prima di iniziarlo. Solo lo scambio automatico di informazioni tra autorita' fiscali e' escluso''.

''Da anni – sottolinea – la cooperazione nell'ambito giudiziario e delle autorita' di polizia e' molto stretta per quanto riguarda la lotta alla criminalita' economica, che e' spesso espressione della criminalita' organizzata''. La Svizzera dal canto suo ''ha espresso negli ultimi anni la sua posizione: la piazza finanziaria svizzera si deve concentrare sull'amministrazione di capitali in regola con il fisco dei paesi d'origine. Gli accordi negoziati recentemente con Germania e Regno Unito sono uno dei possibili strumenti per pervenire a tal fine''. L'etichetta di paradiso fiscale non si addice alla Svizzera, sostiene il diplomatico, ''gia' in quanto il livello di imposizione fiscale che vi si pratica e' paragonabile a quello di altri paesi Ocse''.

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Elisa D'Alto