Fisco, un fondo per ridurre le tasse e via le tre aliquote Irpef

ROMA – Il valore delle case sarà più vicino a quello di mercato, verrà creato un fondo di risorse dalla lotta all’evasione, spariranno le tre aliquote Irpef volute da Silvio Berlusconi: sono alcune delle misure della bozza di riforma fiscale che dovrebbe essere approvata in settimana dal Consiglio dei ministri.

Irpef. Vengono abbandonate definitivamente le tre aliquote del 20, 30 e 40 per cento fissate dalla delega fiscale del governo Berlusconi. Il governo Monti vorrebbe concentrare le risorse che si renderanno disponibili in un apposito fondo destinato a finanziare i futuri sgravi fiscali: insomma, vorrebbe creare un fondo dalla lotta all’evasione, a cui dovrebbero aggiungersi anche le risorse provenienti dalla riduzione dell’erosione, cioè dagli sconti fiscali.

Iri al posto dell’Ires. Per le imprese al posto dell’Ires (l’Imposta sul reddito della società) arriverà l’Iri (l’Imposta sul reddito imprenditoriale): in questo modo il reddito del piccolo imprenditore o del professionista che lavora in un’azienda o in uno studio finirà sotto il cappello dell’Irpef (l’Imposta sulle persone fisiche), che non è fissa al 27,5 per cento come l’Ires, ma sale in base al reddito. In questo modo verrà separata la tassazione dell’impresa soggetta a Ires da quella dell’imprenditore. Gli utili non distribuiti saranno tassati sempre all’aliquota dell’imposta societaria, di solito inferiore all’aliquota marginale massima dell’imposta personale.

Catasto. La riforma del catasto, che richiederà qualche anno per il completamento, prevede il cambio dell’unità di misura, con il passaggio dal numero dei vani ai metri quadri. Verranno anche rivisti altri criteri come la zona in cui si trova il fabbricato e la qualità generale dell’edificio. In ogni caso la revisione del catasto non dovrà comportare aumenti del prelievo perché “le maggiori rendite saranno compensate da riduzioni di aliquote”.

Evasione. Verrà creata una commissione indipendente, con la partecipazione dell’Istat, con il compito di misurare i risultati della lotta all’evasione, e di calcolare quanti soldi ogni anno vengono sottratti al fisco. Verrà poi creato un fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale.

Agevolazioni. Dopo aver deciso di rinunciare ai tagli lineari il governo punta a misure selettive: tra queste ci sarebbe lo sfolitmento delle spese fiscali “più obsolete, quelle rivolte ad un numero modesto di beneficiari, quello di modesto importo unitario”. Anche in questo caso a decidere sarà la commissione che esaminerà i risultati della lotta all’evasione fiscale.

Rendite. Secondo la relazione è “improponibile nell’attuale contesto l’allineamento delle aliquote a livello superiore” del 20 per cento dall’attuale 12,5 per cento confermato per i titoli pubblici, come i Bot.

Carbon tax. Verrà introdotto il principio dell’inquinatore-pagatore, tenendo presente quello che risulta da uno studio della Banca d’Italia secondo cui un’accisa applicata al litro di carburante tra i 4 e 24 centesimi porterebbe una riduzione delle emissioni da trasporto tra 1,1 e 1,6 milioni di tonnellate e un aumento delle entrate tra i 2 e i 10 miliardi. Un gettito che potrebbe essere utilizzato per il finanziamento delle fonti rinnovabili.

Black list. Il governo vorrebbe insistere sui controlli dei commercianti recidivi nella non emissione dello scontrino, inseriti in una black list. Ma diversi emendamenti di Pdl, Pd e Lega Nord vorrebbero eliminare questa norma.

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Maria Elena Perrero