WASHINGTON, 19 LUG – Il Fondo monetario internazionale (Fmi) lancia un severo monito all'Europa: se si vuole evitare che la crisi dei debiti sovrani contagi l'intera zona euro e metta a rischio la ripresa globale, serve un'azione piu' decisa da parte delle capitali europee, senza piu' tentennamenti o ritardi che rischiano davvero di costare caro. E non solo al Vecchio Continente.
Nel Rapporto 2011 sull'area euro, il Fondo – a due giorni dal vertice straordinario dei leader dell'Eurozona – non usa mezzi termini: al momento gli europei non sono stati in grado di mettere in campo un ''piano d'azione coerente'' per stoppare definitivamente l'attacco degli speculatori ai titoli pubblici di alcuni Stati".
"Non a caso – si legge – i mercati continuano a mostrare scetticismo, nonostante gli sforzi compiuti per evitare il default della Grecia, ma anche per salvare Irlanda e Portogallo. La posta in gioco e' elevatissima, ricorda il Fondo, perche' le tensioni sul debito sovrano possono avere ''possibili ampi effetti a livello regionale e globale''.
A preoccupare e' in particolare la persistente debolezza del sistema bancario europeo: 'Mentre Grecia, Irlanda e Portogallo sono Paesi piccoli in termini di economia – si legge nel rapporto – l'esposizione finanziaria delle banche dei principali Paesi dell'Eurozona verso questi Paesi e' grande''.
E vi sono in particolare alcune banche che ancora oggi hanno un livello di capitalizzazione insufficiente, e che quindi sono ''particolarmente vulnerabili'' di fronte all'ipotesi eventuali nuovi shock finanziari.
Per questo l'Fmi auspica il varo di ''misure immediate per rafforzare il sistema', a partire da un'adeguata ricapitalizzazione dei gruppi piu' esposti e piu' in in sofferenza.
Questo, anche alla luce degli ultimi stress test condotti a livello europeo dalla nuova autorita' di vigilanza bancaria della Ue (la European banking authority, Eba). Ma l'Fmi rimprovera al Vecchio Continente di procedere sul fronte della lotta alla crisi senza un vero ''approccio complessivo e concertato''.
Mentre quello che serve e' piu' che mai cooperazione ed unita' di intenti, ''rafforzando in maniera significativa la governane economica'' e portando avanti ''una forte azione politica per attuare i programmi nazionali'' di risanamento dei bilanci.
Quelle manovre 'lacrime e sangue' che oramai tutte le capitali hanno adottato. In particolare il Fondo chiede una ''rapida attuazione'' degli impegni per rafforzare il ruolo e la capacita' finanziaria effettiva dell'attuale Fondo salva-Stati (lo European financial stability facility, Efsf) e invita a fare chiarezza sul coinvolgimento del settore privato (banche, fondi di investimento, ecc…) nel futuro Fondo (lo European stability mechanism, Esm) che vedra' la luce a meta' 2013.
L'attesa e' ora per le decisioni dei capi di Stato e di governo di Eurolandia, che giovedi' dovranno convincere sulla bonta' della loro azione i mercati. Ma anche il Fondo monetario, che contribuisce attivamente, con un terzo degli aiuti, ai piani di salvataggio europei.
