BRUXELLES, 5 OTT – Una crescita deludente negli ultimi venti anni, una situazione economica critica anche per le manovre accelerate e un calo di fiducia degli investitori: e' il ritratto dell'Italia secondo il Fondo monetario internazionale, che nel suo ultimo rapporto sullo stato dell'economia europea vede i nostri conti sulla strada giusta per il risanamento, ma lancia l'allarme sulla crescita ''inesistente''.
Una condizione che da' un cattivo segnale ai mercati e che quindi potrebbe richiedere ''nuove misure per ristabilire la fiducia''.
''Il problema dell'Italia e' la totale assenza di crescita e il governo deve ora affrontarla con la stessa determinazione con cui risana i conti'', ha detto oggi il direttore del braccio europeo del Fmi, Antonio Borges, che ha anche ipotizzato, e poi subito smentito, un intervento del Fondo sull'acquisto di bond italiani e spagnoli.
Il rapporto rileva che negli ultimi 20 anni la crescita e' stata ''deludente a causa di riforme inadatte e incomplete, tasse troppo complesse e scarsa produttivita' del lavoro'', che hanno reso la situazione ''critica, ma non peggio di un anno fa''.
Certo, oggi la congiuntura e' piu' sfavorevole e sulle prospettive di crescita pesano sempre di piu' ''gli elevati interessi sul debito, le manovre finanziarie e le tensioni crescenti sulle banche''.
Ma se e' vero che l'Italia ''ha un debito molto alto, non dobbiamo dimenticare che l'avanzo primario e' superiore anche a quello della Germania'', e quindi non servono misure per mettersi al riparo da rischi di insolvenza' ''che non esistono''.
Nuovi interventi invece, spiega Borges, sarebbero utili proprio per affrontare i problemi di credibilita' e fiducia, che dipendono anche da un sistema dell'istruzione ''pieno di falle'', con ''universita' che non preparano al lavoro, da barriere per le imprese, da una spesa pubblica inefficiente e da un'evasione fiscale aiutata dal complesso sistema di tassazione''.
Ma la preoccupazione del Fmi si estende oltre i confini italiani: nel 2012, con una previsione di crescita ''modesta'' sia nell'Eurozona che a livello globale, ''una recessione non si puo' escludere''. ''I rischi al ribasso delle prospettive economiche restano particolarmente elevati'' date le tensioni sul debito sovrano e la ''debolezza dell'economia globale''.
