
MILANO – La Fondazione Carige ha ceduto azioni per il 10,8% del capitale, centrando la soglia del 19% sulla quale ha ricevuto dal Tesoro il permesso di scendere. Con un nuovo blitz, dopo quello messo a segno il mese scorso, l’ente guidato da Paolo Momigliano ha ceduto il 10,8% del capitale della banca con un incasso di 91,2 milioni, corrispondente a un prezzo unitario poco superiore a 0,38 euro.
In una nota si legge che le azioni sono state rivelate da un un ristretto numero di investitori istituzionali”. Da quanto si è appreso, scrive l’Ansa, anche in questa tornata non ci sarebbe il nome di Andrea Bonomi, il numero uno di Investindustrial il cui nome era circolato, insieme a quello dei genovesi Malacalza, come potenziale acquirente.
Questa volta, a differenza di quanto avvenuto il 20 maggio, la compravendita è avvenuta fuori mercato. A impedire un nuovo ricorso alla borsa è stato il vincolo di lock-up assunto dalla fondazione, che ha come advisor Banca Imi, in occasione del collocamento del 10,96% (sotto l’obiettivo iniziale del 15%) per 95,2 milioni di euro, corrispondente a un prezzo unitario di 0,40 euro: l’ente si era infatti impegnato a non vendere sul mercato per 90 giorni le azioni che le sarebbero rimaste in mano dopo l’accelerated bookbuilding.
Ora con il nuovo alleggerimento Fondazione Carige fa cassa per per ripagare i debiti, a partire da quelli dovuti a Mediobanca, e per partecipare al prossimo aumento di capitale da 800 milioni, ai nastri di partenza, se il programmi saranno rispettati, questo mese.
