MILANO, 15 LUG – Fondiaria-Sai chiude con successo la ricapitalizzazione da 800 milioni di euro, necessaria a rimettere in sesto il patrimonio della compagnia. Ma il buon esito dell'operazione viene 'macchiato' dalla tegola giudiziaria caduta sulla testa di Salvatore Ligresti, indagato dalla Procura di Milano per ostacolo all'attivita' di vigilanza della Consob.
L'offerta in opzione delle azioni degli aumenti di Fonsai (450 milioni di euro) e della Milano Assicurazioni (350 milioni) ha sfiorato il tutto esaurito, con un inoptato di 8,6 milioni di euro che potra' essere sottoscritto durante l'offerta in borsa dei diritti. ''Siamo molto soddisfatti dell'esito dell'aumento di capitale che testimonia l'apprezzamento per le prospettive del gruppo – ha commentato l'amministratore delegato di Fonsai, Emanuele Erbetta – specie alla luce della particolare turbolenza che caratterizza l'attuale momento di mercato''.
E soddisfazione si respirava anche tra Unicredit e Credit Suisse, le banche in prima linea nel salvataggio del gruppo Ligresti, che sono riuscite a concludere una ricapitalizzazione difficile, resa ancora piu' complicata da un mercato in fibrillazione per i timori sui debiti pubblici dell'eurozona.
''L'esito dell'aumento – si commenta dietro le quinte – dimostra la fiducia del mercato per un'operazione di discontinuita' rispetto alla vecchia gestione, testimoniata anche da un importante rinnovamento manageriale''. Un rilancio che non sara' facile ma che verra' monitorato da Unicredit, attraverso suoi uomini di peso (come il nuovo direttore generale, Piergiorgio Peluso, o il capo dell'audit, Ranieri de Marchis), che non consentiranno piu' a Fonsai di piegare gli interessi di tutti i soci a favore di quelli della famiglia Ligresti. L'aumento di Fonsai si e' chiuso con la sottoscrizione del 99,6% delle azioni ordinarie e del 98,7% delle risparmio, quello della Milano ha ottenuto un'adesione del 98,5% per le ordinarie e del 94,4% per le risparmio. Premafin, per mantenere il 35,5% del capitale di Fonsai, ha investito 120 milioni, Unicredit ha pagato 36 milioni per il 6,6% e Fonsai, a sua volta, ha investito 210 milioni nell'aumento della Milano, conservando il 62,8% del capitale.
Se Fonsai, chiusa una sofferta ricapitalizzazione, potra' cercare il rilancio, per i Ligresti i problemi sono solo agli inizi. Il pm di Milano, Luigi Orsi, ha indagato Salvatore Ligresti per ostacolo all'attivita' della Consob dopo che l'ingegnere siciliano, convocato negli uffici della commissione per ricostruire i punti oscuri della fallita alleanza tra la sua Premafin e i francesi di Groupama, ha opposto troppi ''non ricordo'' in merito ai suoi incontri con i banchieri Alberto Nagel (Mediobanca), Alessandro Profumo (Unicredit), Federico Imbert (Credit Suisse), e con il finanziere Vincent Bollore'.
Ligresti e' stato convocato per giovedi' in Procura e, nel caso in cui non si presenti o mantenga un atteggiamento reticente, potrebbe andare incontro a una rapida chiusura delle indagini con conseguente richiesta di rinvio a giudizio. Ma la lente della procura – azionata dagli accertamenti della Consob – potrebbe aprire squarci anche sulle altre ombre dell' 'affaire Groupama', a partire dal tempismo degli acquisti di Bollore' su Premafin, che hanno anticipato di poco l'annuncio degli accordi con Groupama, e dai nomi dei soci occulti della stessa holding, rimasti per 10 anni schermati dietro il Credit Agricole Suisse con una quota del 9% che – sospetta la Consob – potrebbe essere riconducibile ai Ligresti. Un dubbio alimentato dal nome di Giancarlo De Filippo, uomo vicino all'ingegnere, che sembrerebbe essere tra i beneficiari economici delle quote dell'Agricole.
Si trattera' ora di vedere a che cosa porteranno le indagini che la Procura potrebbe avviare, incluse delle rogatorie all'estero, e se dietro l'operazione con i francesi e l'ingresso di Bollore' in Premafin si nascondano accordi celati al mercato da cui potrebbero scaturire anche l'ipotesi di reato di aggiotaggio.
