PARIGI – Nuove rivelazioni scomode per il ministro dell'Economia francese, candidata ala guida del Fmi, Christine Lagarde, che nelle ultime settimane è stata tirata in ballo nel caso legato a Bernard Tapie per la sua decisione di ricorrere a un tribunale arbitrale, quindi alla giustizia privata, piuttosto che alla magistratura tradizionale, per risolvere un dissidio fra l'ex controverso uomo d'affari e l'ex banca pubblica Credit Lyonnais a proposito della vendita di Adidas nel 1993.
Secondo il sito internet Mediapart, che ha già portato alla luce scandali come quello legato alla ricca ereditiera dell'Oreal Liliane Bettencourt, la Lagarde ''era al corrente del fatto che nel novembre 2008, uno degli arbitri dell'affaire Tapie aveva partecipato a due arbitrati, su richiesta di Maurice Lantourne, avvocato di Tapie, ma senza citarlo nella dichiarazione di indipendenza''.
Secondo Mediapart, la ministra delle Finanze ''avrebbe potuto pronunciarsi su questo e porre fine all'arbitrato in questione''. Ma non lo ha fatto. Al termine di questo contestatissimo arbitrato, reso nel luglio 2008, l'ex uomo d'affari si e' visto assegnare oltre 200 milioni di euro dallo stato. Le accuse alla Lagarde sono passibili di cinque anni di carcere e 75.000 euro di ammenda.
