I ricchi forse piangono, ma soprattutto scappano: 235 miliardi via dall’Italia

ROMA – I ricchi piangono, forse, secondo l’adagio. Di sicuro scappano. Il dato del Fondo monetario internazionale parla chiaro: in un anno sono volati via dall’Italia 235 miliardi di euro. Che non è poco: in 12 mesi è sparita una cifra che equivale al 15% del Pil. Peggio di noi è andata solo la Spagna con 297 miliardi che lì equivalgono al 27% del Pil. La finanza è fragile, il mercato italiano in perenne fibrillazione, le manovre per aggiustare le finanze pubbliche una zavorra per la ripresa. Ecco perché, a sentire il Fmi, i capitali fuggono all’estero. La situazione non migliora, anzi. “I rischi per la stabilità finanziaria sono aumentati dall’aprile del 2012”, spiega il rapporto.

Ma cosa vogliono i ricchi che piangono e fuggono, ovvero gli investitori? Il Fondo monetario ha promosso l’azione della Banca centrale ma ha nel contempo fornito una “ricetta” per i governi dell’area euro. In sintesi: vigilanza bancaria e fondo di garanzia comuni, riforme, richiesta di aiuti che garantiscono l’accesso all’acquisto di bond targati Bce, ricapitalizzazione diretta delle banche grazie al Fondo salva-Stati. Insomma, un governo centrale europeo che sia molto più incisivo sull’economia dei singoli Paesi. E maggior intervento della Ue nei paesi in panne.

In assenza di questi provvedimenti dell’Europa non ci sarà una decisa ripresa. E i capitali continueranno ad andarsene. Intanto l’Italia avrà la terza recessione più forte dell’area euro dietro Grecia e Portogallo. La disoccupazione aumenterà nei prossimi 12 mesi anziché diminuire arrivando all’11,1% (nel 2011 era l’8,4). Almeno possiamo consolarci con il deficit: quanto a virtù fiscale nel 2013 saremo secondi solo alla Germania. Un dato che ci dà maggior credibilità anche se l’austerità ha un prezzo alto in termini di occupazione e Pil. E ricchi scappano.

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Elisa D'Alto