ROMA – Nei primi tre mesi del 2011 i collocamenti dei covered bond hanno raggiunto la vetta finora inesplorata, nell’arco di un trimestre, dei 100 miliardi. I covered bond sono obbligazioni bancarie garantite, simili alle asset-backed securities, le Abs divenute note per aver innescato nel 2007 la crisi economica globale. Le banche italiane ne fanno grande uso, assieme alle abs, ma sono superate dall’iper-attivismo delle francesi, spagnole e tedesche.
Come spiega Il Sole 24 Ore, al di là della struttura complessa dei covered bond, che in Italia ha richiesto oltre un decennio per essere inquadrata da una legge, il fatto che a fine aprile le nuove emissioni di queste obbligazioni strutturate abbiano registrato in Europa un volume massimo storico non va visto come un segnale di disfunzione del mercato, di ritorno alla “finanza allegra”, ma piuttosto la conferma che nel mondo dei derivati e della finanza strutturata, gli strumenti di per sè non sono né buoni né cattivi ma è l’uso che se ne fa che può essere virtuoso o improprio e generare abusi, eccessi, panico, tracolli.
Questo l’identikit utilizzato per i principali strumenti:
– Futures. Sono contratti a termine standardizzati e negoziati in Borsa che consentono di acquistare o vendere a condizioni prestabilite. La compravendita su titoli di stato, materie prime, indici azionari o altro avviene a una data prestabilita, a prezzo e importo prefissati. Sono contratti a leva e rischiosi, essenzialmente destinati a banche, operatori finanziari, investitori istituzionali, hedge fund e fondi negoziati in Borsa. E’ imposto dalla clearing house il versamento di margini giornalieri e infragiornalieri a fronte di perdite potenziali Il rischio controparte è annullato dalla clearing house e dai margini. I futures sulle commodities possono ampliare rialzi e ribassi dei prezzi
– Opzioni e covered warrant. Sono contratti stipulati tra due controparti che danno la possibilità ma non l’obbligo di acquistare o vendere titoli o altro. Chi vende l’opzione incassa il premio a fronte di perdite illimitate. Chi acquista l’opzione paga il premio, la sua perdita massima. Derivato estremamente flessibile. Usato da privati, banche, enti pubblici e locali, investitori istituzionali, in forma cartolare e non Le traded options sono trattate in Borsa, come quelle sui futures. I covered warrant sono quotati in Borsa. Molte option sono però o-t-c. Chi acquista l’opzione limita la perdita al premio perchè può decidere di non esercitarla. Più complesse se abbinate agli swap.
– Swap. Contratti stipulati tra due controparti che si scambiano flussi calcolati sull’andamento di un tasso di interesse, di cambio o altro. Contratti non standardizzati, ritagliati su misura esatta per le esigenze di copertura, arbitraggio o speculazione di chi li usa. Gli swap sui tassi d’interesse sono i più importanti derivati fuoriborsa. Vengono usati da banche, imprese, fondi, enti etc… Sono contratti over-the-counter, con rare eccezioni che finora non hanno riscosso grande successo. In prospettiva entreranno in Borsa Le banche hanno annullato il rischio controparte tra di loro richiedendo garanzie collaterali: non ancora per Pmi ed enti locali.
– Etf, sintetici e non. Strumenti d’investimento che replicano esattamente l’andamento di indici o altri attività finanziarie. Gli Etf sintetici usano swap o altri derivati per consentire all’investitore di puntare sull’andamento di attività illiquide Strumenti d’investimento a basso costo usati soprattutto dal risparmiatore, ma non solo, in alternativa ai fondi comuni Sono negoziati in Borsa e hanno prezzi trasparenti. Quando replicano esattamente un indice noto e liquido, non danno sorprese Per gli Etf sintetici con swap va considerato il rischio controparte del derivato e il pericolo di scarsa liquidità al momento della vendita.
– Cartolarizzazioni. Obbligazioni con pagamento di cedola e rimborso del capitale effettuati con i flussi di cassa generati da un portafoglio di crediti Le emissioni delle asset-backed securities sono strutturate in tranches con rating diversi che partono dalla “AAA” a basso rischio Le banche le usano per alleggerire gli impieghi, cedendo a un veicolo crediti di qualsiasi tipo. Gli investitori incassano spread più alti Per quanti tentativi di quotazione in Borsa siano stati fatti, le cartolarizzazioni hanno importi spesso piccoli e sono poco liquide. Le cartolarizzazioni di Abs o sintetiche posso celare il rischio di credito. I crediti cartolarizzati vanno monitorati costantemente.
– Covered bond. Speciali obbligazioni che consentono alle banche di cedere crediti (mutui, credito al consumo, leasing, prestiti Pmi…). Queste obbligazioni bancarie traggono beneficio da una doppia garanzia e per questo hanno un mercato ad hoc per specialisti Vengono usati dalle banche come le cartolarizzazioni ma servono anche come garanzia collaterale nei pronti contro termine e altro I covered bond come tutte le obbligazioni strutturate sono poco liquidi. Per una buona liquidità occorre un importo da 1 miliardo. Queste obbligazioni potrebbero rappresentare il futuro delle cartolarizzazioni: in Francia, Spagna e Germania sono diffusissime.